OFENA – “È arrivato ieri nel tardo pomeriggio il trasformatore di corrente elettrica nella piccola centrale situata a valle delle sorgenti del tirino alla base della diga di capo d’acqua nel comune di Capestrano. Questa mattina è stato posizionato nell’apposito locale con mille difficoltà dovuto alle grosse dimensioni, ma era l’unico disponibile in Italia secondo quanto riferito da alcuni presenti sul luogo di lavoro. Il trasformatore sembra che sia stato preso in affitto fino ad ottobre, con un costo elevatissimo, mentre giace nella rimessa un vecchio trasformatore bruciato da un fulmine circa sei anni fa, sostituito con uno più piccolo preso da una vecchia gabina del consorzio sempre nel comprensorio dei Capestrano Ofena. Secondo indiscrezioni, erano state inoltrate molte segnalazioni alle amministrazioni passate, che il trasformatore lavorava ai limiti consentiti, ma nessuno ha provveduto alla sistemazione del trasformatore originario, messo fuori uso dal fulmine, facilmente riparabile con una spesa minima, visto che si era bruciata solo una fase. Strano che in una centrale elettrica non ci siano i parafulmini”.

A denunciarlo Dino Rossi, per conto dell’Associazione della cultura rurale.

LA NOTA COMPLETA

Oggi ci ritroviamo ad affrontare spese astronomiche per colpa della malagestione, con gravi danni economici alle aziende agricole della vallata già compromesse delle scelte scellerate del Governo dei vari dpcm partoriti solo per aiutare le case farmaceutiche, mentre noi aspettiamo ancora gli aiuti. L’agricoltura sempre attiva a lavorare per sopravvivere sempre e comunque sotto ogni calamità, ma la politica se ne frega!! A quanto pare sotto sotto sembra ci siano altri interessi a noi nascosti? Le centrale elettriche dovrebbero essere smantellate e date in gestione compresa quella di Raiano mai entrata in funzione, a ditte private pagando una quota parte al consorzio.

Cosa c’è sotto? Un commissario avrebbe dovuto occuparsi solo per il ripiano dei bilanci da spese pazze effettuate dalle amministrazioni passate e non di gestire il consorzio come se fosse casa sua. Lo scrivente nei prossimi giorni chiederà un sopralluogo con un tecnico di fiducia, nella centrale di Raiano, mai entrata in funzione per colpa delle osservazioni del mondo ambientalista in qualità del Parco velino Sirente.

Queste osservazioni risalgono al 1999, anno di ultimazioni dei lavori e nessun assessore all’agricoltura ha mai cercato di risolvere il problema, tantomeno le organizzazioni agricole, ma intanto ai consorziati seguitano ad arrivare canoni sbalorditivi con servizi scadenti. Si chiede per tanto l’abolizione dei cannoni consortili per limitare i danni alla vallata del comparto Ofena Capestrano. Per quanto riguarda l’effetto covid al meno la riduzione dei canoni per tutti i consorziati abruzzesi.

Ci sono tanti punti oscuri che dovrebbero essere chiariti e si spera che la  forestale faccia chiarezza visto che  è già stata inoltrato un esposto per alcuni fuoristrada perfettamente funzionanti a costi bassissimi, bollette del telefono da capogiro e la gestione della diga di capo d’acqua data in gestione gratuita al comune di Capestrano misura è colma, ci aspettiamo chiarezza da parte della Regione Abruzzo e della  Procura dell’Aquila, altrimenti manifesteremo davanti al tribunale con i trattori.