L’AQUILA – “Sotto il profilo tecnico non c’era più nulla da fare, per la restante fase servono competenze giuridico amministrative”.
Con questa stringata motivazione Giovanni Damiani, direttore tecnico dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, ha rassegnato le dimissioni dal ruolo, assunto a febbraio, di commissario unico dell’istituenda Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani, destinata a rivoluzionare il settore rifiuti in Abruzzo.
Il vero motivo del passo indietro, assicurano però fonti interne alla Regione è che gli uffici del servizio gestione rifiuti e bonifiche della Regione Abruzzo, che dovevano supportarlo nell’immane compito, hanno in organico appena sette dipendenti, per di più oberati da pratiche e incombenze.
Questo ha determinato tali e tante difficoltà operative capaci di scoraggiare anche il più devoto e incaponito dei civil servant, per di più a titolo gratuito.
L’episodio riporta alla ribalta la difficile situazione in cui versa la macchina burocratica regionale dopo la riforma dell’estate 2014 pur definita epocale, ma che evidentemente è ancora in fase di rodaggio.
Non solo infatti restano coperte ad interim importanti posizioni dirigenziali, ma anche i pur abbondanti dipendenti, oltre 1400, non sembrano essere distribuiti con raziocinio.
Troppi in alcun settori, troppo pochi in altri.
Ne è prova proprio il servizio rifiuti, dove appena sette dipendenti, compreso il dirigente Gianfranco Piselli, devono da soli partecipare a conferenze di servizi, esprimere pareri, esaminare delibere, tenere rapporti con il Ministero, occuparsi di centinaia di pratiche di autorizzazioni relative a scarichi fognari, emissioni in atmosfera, produzione di rifiuti.
E appunto occuparsi in aggiunta di una riforma non di poco conto, quella che dovrà portare all’istituzione dell’Agir.
Ovvero alla creazione di un unico ambito territoriale ottimale, (Ato) composto da tutti sindaci abruzzesi, amministrato da un direttore generale e sette componenti del Consiglio direttivo, questi ultimi senza compenso, e dovrà decidere come organizzare il servizio di raccolta e smaltimento, in ciascuna delle quattro province (sub ambiti), anche mediante bando europeo, affidandolo a poche ed efficienti società, pubbliche miste o private e facendo così tabula rasa degli attuali 13 comprensori intercomunali, 206 società tra consorzi intercomunali, spa a capitale pubblico, spa a capitale misto, unioni di Comuni e cooperative sociali.
Damiani non intende dichiarare nulla in merito ai motivi, si suppone reali, delle sue dimissioni.
L’indiretta conferma del perchè abbia gettato la spugna arriva però dal sottosegretario con delega all’ambiente Mario Mazzocca.
“Quella della mancanza di personale nel settore ambiente della Regione – conferma il sottosegretario – è un problema che ho segnalato da tempo, e che va risolto al più presto. Mi hanno assicurato che a breve arriveranno i rinforzi. Spero che accada, perchè ricordo che l’Agir è ai nastri di partenza, e va adottato anche il piano regionale dei rifiuti, e la mole di lavoro sarà enorme”.
E in effetti si attendono come salvatori della patria gli oltre 500 dipendenti soprannumerari delle Province, che sono già stati iscritti nella piattaforma del Ministero, e che a breve dovranno prendere servizio in Regione.
Intanto però proprio per effetto della legge di riordino, il dirigente Piselli, che è un distaccato dalla provincia di Pescara, sarà obbligato nelle more della legge Delrio ad andare anticipatamente in pensione per rendere più razionale e sostenibile la macchina della pubblica amministrazione.






