“Va sottoscritto un patto etico tra l’agenzia delle entrate e il contribuente”.
Questa in sintesi l’ambizioso impegno del nuovo direttore regionale dell’Agenzia delle entrate Federico Monaco, subentrato a Rossella Rotondo, che oggi a L’Aquila ha fatto la sua prima uscita pubblica, in occasione di un convegno dedicato all’istituto della mediazione tributaria.
L’Agenzia delle entrate per Monaco non deve essere vista come un arcigno gabelleire medioevale, ma “si deve invece creare un clima di fiducia, far comprendere che siamo dalla parte del contribuente, che certo dobbiamo fare la nostra attività di recupero e accertamento fiscale, ma dove c’è effettivamente evasione, con atteggiamento di grande rispetto delle ragioni del contribuente, e poi deve offrire servizi sempre più efficienti”.
Che il dialogo porta molti più vantaggi dell’atteggiamento vessatorio e inquisitorio lo dimostra proprio la mediazione tributaria, istituto introdotto nel 2012 per importi inferiori ai 20 mila euro, e che prevede una sorta di accordo preventivo tra il contribuente moroso e l’Agenzia delle entrate per evitare controversie nei tribunali. Il contribuente ottiene uno sconto delle sanzioni, e si impegna a versare a stretto giro l’importo dovuto. Il vantaggio per l’erario è quello di incassare subito, e risparmiare tempo e denaro per conenziosi giudiziari che in Italia possono durare anche più di dieci anni.
“Il lavoro svolto da un gruppo misto di studio – spiega Monaco – ha preso in esame gli orientamenti giurisprudenziali delle Commissioni tributarie sulle controverse più diffuse in Abruzzo. Un lavoro prezioso che ci consente di sapere in anticipo in quali casi conviene la mediazione. Ed è emerso contestualmente che la mediazione funziona, perché il trend dei ricorsi è notevolmente diminuita. Ed è l’occasione per l’Agenzia per rivedere le sue pretese, in termini di sanzioni, riconoscere eventuali errori relative alla qualificazione di una imposta o di una sanzioni senza arrivare al giudizio tributario. Creando dunque un clima di fiducia e dialogo con il contribuente.
Ad entrare ne dettaglio della questioni molto tecniche nel corso del convegno Giansaverio Cappa, presidente della Commissione tributaria regionale, Serafino Colaiuda, direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Pescara, Caterina Verrigni, docente all’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, Vincenzo Fracassi, il capo ufficio legale dell’Agenzia delle entrate dell’Aquila, Camillo La Morgia, giudice della commissione tributaria di Chieti, i commercialisti Lorella Di Filippo, Giancarlo Talone, Agostino Barbati.
Al di là delle mediazioni, dei ravvedimenti operosi, resta il fatto però che in Italia la pressione fiscale è tra le più alte al mondo, e in tempo di crisi e disoccupazione dilagante le tasse si pagano sempre più malvolentieri.
“Il compito dell’Agenzia delle entrate – commenta a tal proposito Monaco – è recuperare l’evasione a vantaggio di tutti i cittadini onesti, il resto spetta ala politica. Il problema dell’evasione in Italia è molto significativo, ma lo è anche a livello internazionale. Per contribuire a ridurre l’evasione ribadisco però che bisogna raffinare gli strumenti di colloquio con i contribuenti, ad esempio con un buon uso dell’informatica, introducendo strumenti come il modulo 730 precompilato, che semplifica la dichiarazione dei redditi”.





