L’AQUILA – Non appartengono al nono reggimento alpini dell’Aquila i quattro militari morti in Afghanistan questa mattina a Farah durante un imboscata nella provincia di Gulistan.

Nel corso dell’imboscata, ufficializzata dal Minisetro della difesa, è rimasto ferito un quinto militare: da quanto si apprende  sembra ci  stato sia un attacco con colpi di arma da fuoco, sia l’esplosione di un ordigno.

Il militare ferito, ha detto il generale Massimo Fogari, capo ufficio stampa del ministero della Difesa ai microfoni di Sky Tg24, è stato soccorso e trasportato all’ospedale militare. Al momento è cosciente, anche se ha riportato moltissimi traumi.

L’attacco ai militari italiani, tutti alpini, è avvenuto alle 9:45 in Afghanistan (7:15 italiane): i cinque si trovavano a bordo di un mezzo lince che faceva parte del dispositivo di scorta a un convoglio di 70 camion civili che rientravano verso ovest dopo aver trasportato materiali per l’allestimento della base operativa avanzata di Gulistan, denominata ‘Ice’.

Dopo l’esplosione che ha coinvolto il mezzo italiano un gruppo di talebani ha attaccato la colonna con armi da fuoco. Gli italiani hanno risposto e li hanno messi in fuga.

A quanto pare sarebbe stato un potentissimo ‘Ied’, un ordigno esplosivo improvvisato, ma potentissimo, quello che avrebbe investito in pieno un blindato ‘lince’, che questa volta, a differenza di molte altre, non ha retto all’urto. Il mezzo, sul quale sembra viaggiassero tutti e quattro i militari uccisi e il ferito, è andato  distrutto.

Il distretto di Gulistan, a circa 200 chilometri a est di Farah, al confine con l’Helmand è uno dei tre distretti di cui solo di recente è stata affidata la responsabilità ai militari italiani, tra i quali quelli del nono reggimento alpini dell’Aquila.