PESCARA – Ennesima tegola sull’Aeroporto d’Abruzzo. Nonostante fosse a pochi minuti dalle dimissioni, il governo Letta nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri di oggi ha impugnato la norma della legge regionale 55 del 2013 che confermava il contributo di 5 milioni di euro alla Saga per l’aeroporto di Pescara.
Si tratta di una risposta ferma del governo da parte dell’“atto di forza” che l’amministrazione regionale aveva messo in atto attraverso un articolo inserito nella Legge europea regionale 2013, quella che serve a recepire gli obblighi comunitari imposti dalla Ue alle amministrazioni statali e locali.
Era la “toppa” che stanziava i “soliti” 5,7 milioni per lo scalo pescarese, rimediando a una prima bocciatura della Consulta, sempre su ricorso del governo, di una norma che stanziava risorse per l’aeroporto in quanto considerati aiuti di Stato.
Oggi il governo ha esaminato la legge 55 che contiene all’articolo 38 una norma scritta in fretta e furia poco prima della sentenza della Consulta, uscita lo scorso 14 dicembre, e approvata il 18 per confermare il finanziamento con l’aggiunta di qualche elemento giuridico.
Nonostante le piccole modifiche, per il governo uscente la norma ha sostanzialmente gli stessi vizi di quella precedente, dunque le aggiunte e le precisazioni non sono valse a nulla: la Saga non può ricevere contributi pubblici senza che essi siano preventivamente notificati all’Unione Europea e da quest’ultima approvati in quanto si tratta di aiuti di Stato che alterano la concorrenza.
Aumenta ancora di più il rischi che questa situazione sempre più claudicante possa pregiudicare la gestione complessiva di questi anni e il futuro dell’Aeroporto: sulla questione nazionale c’è già, infatti, aperta una procedura di infrazione comunitaria.
Se la procedura dovesse ravvisare la violazione dei trattati, la Regione potrebbe essere sanzionata per tutti i contributi erogati in circa dieci anni, sono circa 50 milioni di euro. Alberto Orsini
Regione: Abruzzo
Estremi: Legge n.55 del 18-12-2013
Bur: n.127 del 27-12-2013
Settore: Politiche infrastrutturali
Delibera C.d.M. del: 14-2-2014 / Impugnativa
Motivi dell’impugnativa: La legge regionale in esame è censurabile relativamente alla norma contenuta nell’articolo 38, che si pone in contrasto con con gli articoli 107 e 108, paragrafo 3 del TFUE, concernenti gli aiuti di Stato, e viola dunque l’articolo 117, comma 1 della Costituzione.
La citata disposizione regionale , rubricata promozione e pubblicizzazione dell’Aeroporto d’Abruzzo, prevede un finanziamento di oltre 5 milioni di euro a favore della Società Abruzzese Gestione Aeroporto S.p.A. (SAGA).
Nonostante la norma regionale , al comma 1, richiami il rispetto della normativa sugli aiuti di Stato di cui agli articoli 107 e 108 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, il finanziamento previsto non risulta essere stato sottoposto al vaglio della Commissione Europea che avrebbe dovuto valutare la compatibilità della norma con l’impatto sulla concorrenza sugli scambi tra Paesi membri, e si configura quindi come un aiuto di Stato non autorizzato.
L’art. 45, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea), stabilisce infatti che: «Le amministrazioni che notificano alla Commissione europea progetti volti a istituire o a modificare aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, contestualmente alla notifica, trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche europee una scheda sintetica della misura notificata».
Risulta evidente dunque la Regione Abruzzo ha adottato, con la norma in esame, un atto definitivo di concessione del contributo senza aver preventivamente sottoposto progetto, modalità e contenuto alla predetta Commissione, in ossequio al combinato dell’art. 108, paragrafo 3, TFUE e dell’art. 45, comma 1, della legge n. 234 del 2012.
L’ammontare dell’agevolazione attribuita all’aeroporto d’Abruzzo, risulta nettamente superiore al massimo consentito (euro 200.000,00 complessivi in tre esercizi finanziari) entro il quale l’intervento può essere qualificato «de minimis» e conseguentemente sottratto alle procedure di verifica preventiva di pertinenza della Commissione europea.
La norma non prevede inoltre alcuna clausola di sospensione del finanziamento (c.d. clausola “stand still”) fino alla verifica di compatibilità da parte della Commissione europea.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 69/2013, ha già dichiarato incostituzionale una analoga norma della stessa Regione Abruzzo con la quale si disponeva un identico finanziamento a favore della Società SAGA SpA.
Per i suesposti motivi la norma regionale deve essere impugnata ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione.
ACERBO: “SE CONTINUIAMO COSI’ LO SCALO NON HA FUTURO”
“Prima di andarsene il governo Letta nella seduta odierna ha impugnato la norma con cui la Regione avrebbe dovuto finanziare per più di 5 milioni di euro le attività dell’aeroporto di Pescara”.
Lo dichiara il consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.
“Non è la prima volta che accade in quanto su impugnativa del governo la Corte Costituzionale, con sentenza n. 69/2013, aveva già dichiarato incostituzionale una analoga norma della stessa Regione Abruzzo con la quale si disponeva un identico finanziamento a favore della Società SAGA SpA”, spiega l’esponente Prc.
“Per l’ennesima volta la motivazione dell’impugnativa è la discutibilissima disciplina europea sugli ‘aiuti di Stato’ che i partiti di centrodestra e centrosinistra hanno colpevolmente sostenuto in sede nazionale e europea”.
“Invece di polemizzare tra di loro inutilmente centrodestra e centrosinistra dovrebbero rivedere la comune impostazione neoliberista che ha condotto l’Italia al declino. Se non si pone la questione a livello nazionale e comunitario l’Aeroporto d’Abruzzo non avrà molto futuro”.




