PESCARA – Dopo aver lavorato in una agenzia di incoming turistico privata nell’aeroporto di Pescara, ed essersi prodigata anche per offrire di sua iniziativa pacchetti turistici “più credibili e attendibili”, ma “con contratto non rispondente alla mansione”, è “stata licenziata e nemmeno pagata”.
La disavventura è raccontata ad un’accompagnatrice turistica, ed ex pubblicista di 55 anni, che ha scritto al deputato del Partito democratico, Luciano D’Alfonso, che più volte è intervenuto politicamente contro la gestione definita fallimentare dello scalo aereo abruzzese, e che ha promesso di far luce su quanto accaduto alla lavoratrice.
“In estate ho lavorato a tempo pieno da lunedì a sabato per Trabooking, una sorta di agenzia di incoming turistico e artistico di fronte ai banchi check nell’aeroporto d’Abruzzo. Il mio contratto era di impiegata amministrativa di agenzia di noleggio auto, ma in realtà dovevo vendere invendibili pacchetti turistici”.
Prosegue nella lettera la donna: “la scarsa qualità dei pacchetti mi ha indotto a diversificare il lavoro e a inventare altri pacchetti e un altro raggio di azione per incentivare l’incoming. Mi sono impegnata e ho creato un’alternativa forte di vendita”.
Come ringraziamento, però racconta la 55enne, “mi hanno licenziata senza ragione, non mi hanno pagata, a parte un acconto, dicendo che mi avrebbero riassunta in altra modalità, cosa che però non è avvenuta”. L’aeroporto d’Abruzzo conclude la donna ha “una organizzazione modesta”, conclude la donna, chiedendo a D’Alfonso, “di dare voce a questi soprusi”.
Commenta dunque D’Alfonso: “Mi auguro che si tratti di un involontario incidente, altrimenti nella realtà aeroportuale dovremmo fare dire una messa cantata, per benedire il nostro accesso ai cieli, costruito con ricostruito per superare le grandi lontananze di interesse delle centinaia di migliaia di viaggiatori”.





