PESCARA – È caduta nella rete dell’orco a soli 10 anni.
Si era iscritta a Facebook, troppo presto per una ragazzina così giovane e ingenua. Sul social network l’ha contattata un padre di famiglia di 55 anni, che utilizzando un nome femminile l’ha convinta a spogliarsi nella sua cameretta, e non solo.
Le ha fatto tenere atteggiamenti sessuali davanti a una web-cam, fino a chiederle di compiere atti autolesionistici ancora a sfondo sessuale.
La piccola a quel punto, come racconta Il Centro, si è rifiutata, scatenando l’ira del’uomo che l’ha ricattata dicendole che avrebbe pubblicato e condiviso su Facebook tutti i filmati registrati fino ad allora.
In quel momento la bambina non ce l’ha fatta a tenersi tutto dentro e ha raccontato tutto ai genitori.
È iniziata così, a ottobre, la vicenda che ha portato all’individuazione e alla denuncia per adescamento, violenza sessuale (aggravata dalla minore età della presunta vittima), detenzione e produzione di materiale pedopornografico, di un 55enne residente in Sicilia.
L’uomo, un imprenditore sposato e con due figli, è stato rintracciato dagli specialisti della polizia postale del comparto Abruzzo.
Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale Antimafia dell’Aquila e dirette dalla dirigente della Polpost Elisabetta Narciso, hanno portato i poliziotti pescaresi a interpellare direttamente la sede centrale di Facebook a Palo Alto, in California, da cui in brevissimo tempo hanno ottenuto i dati e i collegamenti utilizzati dal 55enne per attivare quel profilo.
Il computer dell’uomo è stato sequestrato e adesso sono in corso tutta una serie di accertamenti incrociati per verificare se, come ipotizzano gli investigatori, ci siano altre vittime.






