L’AQUILA – Lutto nel mondo della musica per la morte di Lucio Dalla.
Il cantante sarebbe deceduto per arresto cardiaco a Montreux, in Svizzera, dove il cantante si trovava per una serie di concerti. Il cantautore avrebbe compiuto 69 anni il 4 marzo.
Dalla era molto legato all’Abruzzo. Aveva diversi amici a Ortona (Chieti) e una casa a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila). Aveva anche appoggiato la campagna contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, un amore, quello per il mare, testimoniato anche dalle sue canzoni.
All’inizio degli anni ’70, il cantautore bolognese si esibì a Villa Sant’Angelo (L’Aquila), in occasione della festa della Madonna della Libera, cantando uno sei suoi maggiori successi appena composto, Piazza Grande, sulla “Piazza Grande” del piccolo borgo dell’Aquilano.
Il cantautore, circa trent’anni fa, rimase bloccato a causa della neve nell’albergo di Campo Imperatore insieme a Giorgio Albertazzi, mentre componevano le musiche per un’opera. “Non c’era da mangiare – aveva dichiarato in un’intervista – e per tre giorni mangiammo fagioli e ceci. Eravamo diventati amici con quelli dell’Osservatorio”.
Recente la sua apparizione a Sanremo dove il cantautore si è esibito con il giovane Perdavide Carone che cantava Nani’ accompagnandolo e dirigendo l’orchestra.
IL RICORDO DEL SINDACO DI SANTO STEFANO DI SESSANIO
Lucio Dalla ha lasciato un segno indelebile in Abruzzo, terra che amava molto tanto da aver comprato casa a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), uno dei borghi più belli del mondo, patrimonio dell’Unesco.
“La sua morte lascia un grande vuoto a Santo Stefano – dice ad Abruzzoweb Antonio D’Aloisio, sindaco del borgo dell’Aquilano – era una persona speciale che amava passare le vacanze qui e improvvisare concerti. Spesso si fermvava a parlare con la gente al bar, non aveva l’aria da divo della musica. Sul palco è stato uno dei più grandi della musica italiana, nella vita era una persona molto semplice e di grande generosità”.
“Stava organizzando uno spettacolo teatrale da portare qui da noi – aggiunge il primo cittadino – e voleva anche aiutarci a dare visibilità alla ricostruzione della nostra Torre, a giorni avrebbe incontrato Vittorio Sgarbi proprio qui a Santo Stefano. Per tutti noi è una grande perdita, ma troveremo il modo di onorarlo come si deve. Lucio Dalla fa parte della storia di Santo Stefano di Sessanio”. (r.s.)
IL DOLORE ESPLODE SU TWITTER: JOVANOTTI, ”NON CI CREDO”
La scomparsa del grande cantautore, a tre giorni dal suo compleanno, getta nello sconforto amici, ammiratori e colleghi.
Su Twitter in pochi minuti l’ashtag “luciodalla” diventa immediatamente il più popolare e i messaggi arrivano a centinaia. Tra i primi a commentare la morte sono i colleghi Jovanotti e Paola Turci.
Lorenzo scrive: “Oh no, dai no… non ci posso credere dai… davvero non posso crederci”, mentre la cantautrice romana gli manda un ultimo addio: “Sempre vicina a te. Sempre vicino a me. Lucio”.
Tra i tanti altri che scrivono, anche l’attrice Sabina Guzzanti: “Un poeta ci ha lasciato. Restano grandi canzoni, non un vuoto”.
Dalla aveva cominciato a suonare sin da giovane, prima la fisarmonica poi il clarino. Fece parte della Second Roman New Orleans Jazz Band e poi dei “Flipper”.
Nel 1963 quando al Cantagiro, Gino Paoli si ffreome produttore e l’anno successivo approda alla scuderia discografica Rca. Incide “Lei” e “Ma questa sera”, ma senza successo. Debutta nel 1966 al Festival di Sanremo con “Paff…Bum”, in coppia con i “Yardbirds” di Jeff Beck. Del 1971 e’ l’album “Storie di casa mia”, contenente canzoni quali “Il gigante e la bambina”, “Itaca”, “La casa in riva al mare”.
Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi realizzando tre album: “Il giorno aveva cinque teste”, “Anidride solforosa” e “Automobili”. Sciolto il sodalizio con Roversi, diventa anche paroliere e realizza dischi quali “Com’è profondo il mare” e “Lucio Dalla”, che contiene classici quali “Anna e Marco” e “L’anno che verrà”.
Nel 1979 si esibisce dal vivo con Francesco De Gregori nel tour di grande successo “Banana Republic” (da cui l’omonimo “live”). Seguono nel 1980 “Dalla”, con le stupende “La sera dei miracoli”, “Cara” e “Futura”.
Incide nel 1981 “Lucio Dalla (Q Disc)”, “1983” nel 1983 e “Viaggi organizzati” nel 1984. Nel 1985 esce l’album “Bugie” e nel 1986 “Dallamericaruso”. In questo disco è inclusa la canzone “Caruso”, riconosciuta dalla critica come il capolavoro di Dalla che vende oltre otto milioni di copie, viene incisa in trenta versioni, tra cui la versione di Luciano Pavarotti.
CAPORALE (VERDI): ”PERDIAMO AMANTE DELLA NATURA”
“Non ci aspettavamo di perderlo così all’improvviso, dopo la sua recente partecipazione al festival di Sanremo. Il mondo degli ambientalisti perde un amante del mare e della natura”.
È questo il commento di Walter Caporale, capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale.
“Uno dei pochi personaggi pubblici schierato animosamente contro la devastazione che le società petrolifere hanno progettato per il nostro mare e per le nostre coste – conclude Caporale – Grazie Lucio da parte di tutti gli ambientalisti e i cittadini che come te amano il mare e lottano per difenderlo”.



