AVEZZANO – Blitz della Regione Abruzzo nello stabilimento Sant Croce di Canistro (L’Aquila), dove questa mattina tecnici e dirigenti guidati dalla dirigente Iris Flacco, sono entrati recidendo la rete di recinzione, assieme a Carabinieri e Polizia.

La Regione Abruzzo ha confiscato gli 8 milioni di litri di acqua conservati nello stabilimento di proprietà del patron della Santa Croce, Camillo Colella – che sta ingaggiando un durissimo scontro con l’ente da lui accusato di “atteggiamenti persecutori”.che erano stati sequestrati dallo stesso Ente nel dicembre scorso.

Secondo i dirigenti del settore, le bottiglie sarebbero state riempite con acqua minerale captata dalla sorgente dopo il termine della concessione: il provvedimento di acquisizione potrebbe sfociare in una bando per la vendita del bene.

Sempre da quanto si apprende, Colella, che è stato nominato dal Tribunale di Avezzano (L’Aquila), custode giudiziario del bene sequestrato, era stato avvertito della visita ispettiva, ma aveva risposto agli uffici regionali che non poteva essere presente oggi per improrogabili impegni professionali. 

La Regione però ha deciso di procedere lo stesso all’ispezione, usando la forza.

Le porte di ingresso dello stabilimento erano state bloccate dall’interno con pedane di legno. Non appena il gruppo di ispettori è entrato all’interno dello stabilimento si è attivato l’allarme di sicurezza che ha attirato anche l’attenzione dei residenti della zona.

Mentre era in corso l’ispezione, buona parte egli ex dipendenti della Santa Croce erano fuori lo stabilimento, arrivati nella prima mattinata, ad attendere Colella con striscioni e pronti a contestarlo per i mancati pagamenti. Con loro anche l’assessore del Comune di Canistro Ugo Buffone.

 “I lavoratori attendono spettanze, tra stipendi e Tfr liquidazione per circa 2,5 milioni e mezzo di euro – afferma ad AbruzzoWeb l’assessore – e il Comune è ovviamente al loro fianco. Era un’ispezione legittima, imposta dalla legge, Colella poteva nominare un suo sostituto se aveva impegni improrogabili. Invece non lo ha fatto, ed anzi ha ostruito tutte le vie di accesso, tanto che si è stati costretti ad aprire un piccolo varco nella rete metallica. Non capirò mai questo atteggiamento”.

COLELLA: ”E’ L’ENNESIMO ABUSO VERSO DI NOI, MAGISTRATURA INTERVENGA”

“Il blitz nello stabilimento Santa Croce è l’ennesimo abuso che subiamo dalla Regione Abruzzo”.

Così il patron della Santa Croce Spa, Camillo Colella, sulla nuova visita ispettiva dell’amministrazione per controllare i circa 8 milioni di bottiglie sequestrate dallo stesso ente e custodite nello stabilimento di Canistro (L’Aquila) dove, fino allo scorso anno, veniva imbottigliata l’acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga.

“Alla dirigente Iris Flacco avevamo rappresentato l’impossibilità di aprire lo stabile per un’ispezione a causa di impegni già presi – svela l’imprenditore – ma lei, alla presenza delle forze dell’ordine, senza alcun mandato, ha forzato tagliando la recinzione e la porta di accesso alla sede, una proprietà privata, ed è entrata con l’ausilio di alcune persone del Comune, munite di cesoie”.

Colella fa notare che “l’effrazione ha mandato in tilt il sistema d’allarme, lasciando lo stabilimento in condizioni di scarsa sicurezza. Un abuso gravissimo – denuncia – per cui i nostri legali sono stati già incaricati a denunciare e querelare tutti i responsabili in tutte le sedi, oltre i danni conseguenti”.

“Rinnovo l’appello alle autorità giudiziarie di intervenire con tempestività – spiega Colella – mi chiedo che differenza avrebbe fatto se l’ispezione fosse stata fatta tra pochi giorni, anche lunedì prossimo. La dottoressa Flacco ha preferito forzare la proprietà e provocare danni, piuttosto che usare il buonsenso. Se non è persecuzione questa!”.

Entrando nel merito, il titolare dell’azienda sottolinea che “i controlli, poi, non porteranno altro che alla conferma che le bottiglie sono nel mio stabilimento perché nessuno le ha toccate, in quanto le forze dell’ordine hanno puntualmente verificato e controllato tutti gli accessi nel corso delle ultime settimane”.

I circa 8 milioni di bottiglie sono sotto sequestro amministrativo con opposizioni giudiziarie con sentenze pendenti.

“Anche in questo caso, la Regione ha commesso ulteriori abusi, e in tal senso abbiamo presentato numerose istanze legali che alla fine faranno emergere la verità”, conclude Colella.

FLACCO, ”NESSUN BLITZ, SOLO VERIFICHE NON TERMINATE”; 

Secondo la Flacco, “Si è parlato di blitz, ma noi siamo solo andati a fare verifiche perché dopo l’acquisizione, vogliamo vendere l’acqua che è un bene della Regione. Il proprietario non era disponibile, avrebbe potuto nominare un delegato, non lo ha fatto e siccome noi avevamo fretta, senza fare danni siamo entrati e abbiamo visto che l’acqua c’è e che la qualità è buona. Quindi siamo usciti, non capisco tutte queste polemiche e tensioni”.

Flacco sottolinea inoltre che “per la presenza di bancali non abbiamo potuto terminare la ispezione, cosa che faremo nei prossimi giorni”.

Il dirigente fa sapere di non conoscere né di essere competente “su azioni tese ad utilizzare i fondi raccolti con la vendita dell’acqua per le spettanze degli ex operai Santa Croce”.