PESCARA – “Entro l’anno ci sarà l’affidamento provvisorio per l’imbottigliamento delle acque minerali delle sorgenti Valle Reale di Popoli e San Benedetto in Perillis”.

A rivelarlo ad AbruzzoWeb è Iris Flacco, la dirigente del servizio Risorse del territorio e attività estrattive della Regione Abruzzo, che specifica: “Siamo nella fase dell’analisi della vigenza delle garanzie fideiussioni previste dal bando”.

A partecipare al bando, indetto il 13 maggio scorso, due concorrenti ritenuti di primo livello, come l’attuale concessionario, la Gran Guizza, del gruppo San Benedetto, negli ultimi due anni a seguito di proroghe, e l’Italiana Beverage, società del gruppo dell’imprenditore molisano Camillo Colella, proprietaria del marchio Santa Croce e dello stabilimento di Canistro (L’Aquila), fino allo scorso anno titolare della concessione Sant’Antonio Sponga di Canistro, poi revocata a seguito di un ricorso al Tar del Comune e ora al centro di un serrato contenzioso legale.

Il valore della concessione Valle Reale è di 8 milioni 976 mila euro, per poter imbottigliare acqua minerale da tre sorgenti, con il limite di captazione di 40 litri al secondo, per la durata massima di trent’anni.

Il concessionario dovrà pagare un canone annuo di 4 euro per ogni mille litri o frazione di acqua minerale imbottigliata. O, in alternativa, dovrà sottoscrivere un protocollo d’intesa con la Regione in cui si impegnerà al mantenimento dei livelli occupazionali, godendo in questo caso di uno sconto di 30 centesimi ogni mille litri.

La Gran Guizza, va ricordato a tal proposito, impiega oggi 130 dipendenti fissi, che arrivano a 200 con gli stagionali e quelli delle ditte dell’indotto.

La scadenza naturale della concessione della Gran Guizza era stata fissata per il 12 maggio 2015, due anni fa. La Regione ha però prorogato il termine di scadenza di altri 12 mesi, ovvero fino al 12 maggio 2016, con la motivazione che doveva essere portato ancora a compimento un accordo di programma tra la Regione, il Comune di Popoli e la società concessionaria.

In seguito, con la delibera 280 approvata il 3 maggio 2016, pochi giorni prima, dunque, dalla nuova scadenza, la Regione ha prorogato la concessione di altri nove mesi.

Un atteggiamento, quello della Regione adottato a Popoli, che ha provocato la reazione piccata della Santa Croce, che ha accusato l’ente “di fare due pesi e due misure”, ricordando infatti che lei si è vista revocare la concessione della sorgente Sant’Antonio-Sponga, senza concedere proroghe, nel lasso di tempo, oltre un anno, trascorso per la nuova gara, e l’assegnazione alla Norda dei Pessina.

Non si è fatta attendere la replica della Gran Guizza, che per il tramite dei sui legali definito opportuna e legittima la scelta della Regione di concedere la proroga, “fino al perfezionamento delle avviate procedure di gara per la nuova assegnazione”.