PESCARA – Una delegazione dei promotori della campagna referendaria “L’acqua non si vende” ha manifestato questa mattina, in piazza Unione, davanti al palazzo del Consiglio regionale, mentre nell’edificio era in corso un seminario sul tema “Acqua e denaro” relativo alla gestione dell’acqua e del servizio idrico integrato.
“Il commissario dell’Ato Pierluigi Caputi, con questa iniziativa cerca di svilire il voto della maggioranza degli abruzzesi in occasione del referendum e non rispetta il popolo abruzzese dell’acqua – scrivono in una nota – Caputi, che è un mero funzionario della Regione, è tenuto a rispettare la volontà popolare e il voto di quasi 600 mila abruzzesi, in primis applicando immediatamente il risultato referendario scorporando dalla tariffa il 7 per cento relativo alla remunerazione del capitale”.
Proprio contro Caputi si è scagliato il consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, che ne ha chiesto le dimissioni e ha commentato che il seminario di oggi è, di fatto, sulla “privatizzazione dell’acqua”.





