PESCARA – In Abruzzo raccolte in tre mesi 25.000 firme per i 3 referendum per fermare la privatizzazione dell’acqua e chiedere di rendere di nuovo pubbliche le società per azioni che attualmente gestiscono il servizio idrico e cancellare qualsiasi forma di profitto dalla tariffa dell’acqua.
Il dato è stato reso noto dal Comitato Referendario “Salva l’Acqua” in un incontro con i giornalisti, in cui è stata annunciata anche la richiesta di un incontro, sul tema, con il presidente del Consiglio regionale.
La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre ‘si’ la prossima primavera, quando vi sarà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici.
“Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum” ha dichiarato il Comitato.
“Chiediamo che la Regione Abruzzo, attraverso una legge di riforma regionale del servizio idrico, escluda la privatizzazione come possibilità di gestione del servizio idrico e scelga la gestione pubblica dell’acqua, ovvero avvii la ripubblicizzazione delle Società per azioni che oggi gestiscono l’acqua, all’insegna della trasparenza, dell’efficienza, della qualità dell’acqua erogata e della partecipazione dal basso di cittadini e lavoratori” – ha spiegato il Comitato Referendario.
“Per questo chiediamo – ha concluso il Comitato – al Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, un incontro con i comitati, le associazioni, i sindacati ed i partiti che hanno promosso la campagna referendaria per aprire sul tema acqua un serio confronto”.





