PESCARA – Il Partito democratico avrebbe voluto tutt’altra riforma per il servizio idrico integrato, rispetto a quella approvata ieri dal Consiglio regionale, e avrebbe preferito un’attribuzione di poteri ai Consigli provinciali anziché ai presidenti delle Province, ma con gli emendamenti proposti proprio dal Pd e approvati in aula ritiene di aver raggiunto dei risultati soddisfacenti.

Ne hanno parlato questa mattina, in conferenza stampa, i consiglieri regionali Claudio Ruffini e Marinella Sclocco, insieme al segretario regionale del partito, Silvio Paolucci, i quali intravedono nelle scelte della maggioranza di centrodestra il rischio di privatizzazione del settore, considerato che “attorno all’acqua girano 120 milioni di euro”.

“La Regione – ha spiegato Ruffini – ha ignorato la nostra proposta di legge, simile a quella della Lombardia, per cui abbiamo cercato di migliorare il testo portato avanti dalla giunta Chiodi. Abbiamo presentato 24 emandamenti e 20 sono stati accolti”.

Attraverso le modifiche che portano la firma del Pd il nuovo soggetto d’ambito che si andrà a creare in Abruzzo, denominato Ersi (Ente regionale per il servizio idrico integrato), non si occuperà di gestione ma solo di programmazione e controllo.

“I detentori delle decisioni – ha spiegato Ruffini – saranno i Comuni e si è fatto in modo che del Cda dell’Ersi facciano parte anche un sindaco per ogni provincia. Il patrimonio, poi, resta nella disponibilità dei Comuni e non potrà essere trasferito alla Regione”.

Quanto al commissiario il Pd avrebbe voluto che i suoi poteri fossero limitati a 90 giorni, ma è “rimasta la previsione iniziale di 180 giorni. Per quanto riguarda il referendum sull’acqua, il testo prevede che non potranno essere assunte iniziative che vadano a pregiudicare l’esito referendario”.