L’AQUILA – “La messa in sicurezza del Gran Sasso non poteva che passare per opere da realizzare sui sistemi di captazione e sulle reti esistenti come ripetiamo da anni. Lo avevamo ripetuto nel documento tecnico che avevano inviato al Commissario che non a caso avevamo intitolato con il motto ‘less is more’, ovvero “meno è meglio”.
Così il Forum h20 commenta l’annuncio del commissario straordinario Pierluigi Caputi di ieri, per il quale il progetto di messa in sicurezza sarà quello della impermeabilizzazione.
“Idee bizzarre come quelle di fare nuove perforazioni per cercare di scaricare altra acqua da un acquifero già in sofferenza ci hanno fatto solo perdere tempo visto che sarebbero state illegali in quanto in palese contrasto con le norme del Parco. Sconcerta però il totale oscuramento della questione dei Laboratori del Gran Sasso che storicamente hanno costituito la principale problematica di rischio per l’acquifero, viste le ripetute perdite di sostanze pericolose avvenute in due decenni. Un progetto che non dovesse affrontare questa criticità nascerebbe monco, l’ennesima occasione persa dopo quella del commissariamento Balducci di venti anni fa. Lavoreremo affinché torni la luce pure sui laboratori”.
“L’anno scorso – continua il Forum – il commissario aveva provato a smentire i nostri allarmi circa l’intenzione di procedere con nuove captazioni. Oggi vediamo che è uno degli scenari principali posti a valutazione. Anche stavolta avevamo visto giusto sul Gran Sasso, operando per la trasparenza e organizzando l’opposizione a iniziative dannose. Bene quindi che anche grazie alla nostra azione, a quella di tecnici indipendenti nonché all’attività svolta dalla provincia di Teramo e dal Parco questa ipotesi sciagurata appaia tramontata. Resta però alta la nostra attenzione sulla questione, soprattutto in merito alla messa in sicurezza dell’area dei laboratori di fisica, all’allontanamento delle 1.000 tonnellate di sostanze pericolose lì presenti e al recupero dei 100 litri al secondo di acqua potabile che dal 2018 viene mandata a scarico dopo un singolare sequestro operato dalla magistratura teramana, con la perdita di decine di miliardi di litri di preziosa acqua sorgiva”






