PESCARA – In Abruzzo i costi dell’acqua sono cresciuti del 2,4 per cento, a fronte di aumenti medi su base nazionale del 6,7 per cento, Teramo è il capoluogo dove l’acqua per uso domestico costa meno (184 euro annui), L’Aquila quello dove costa di più (248 euro annui): sono alcuni dati emersi dall’indagine realizzata nel 2009 dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, che ha preso a riferimento una famiglia tipo di tre persone con consumo annuo di 192 metri cubi d’acqua.

In Abruzzo una famiglia sostiene una spesa media annua di 213 euro per il servizio idrico integrato, la spesa media nazionale é di 270.

“I cittadini chiedono responsabilità riguardo l’uso e la gestione delle risorse idriche – commenta il vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso – nella speranza di potersi presto esprimere sui due quesiti referendari. L’escalation delle tariffe dell’acqua giustifica ampiamente la richiesta di svincolare le tariffe all’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Gli italiani nel complesso risultano poco informati in tema di livelli di potabilità e deroghe, poco avvezzi a leggere la Carta dei servizi, sufficientemente soddisfatti del servizio come viene erogato e dei relativi costi, anche se uno su due dichiara di non bere abitudinariamente acqua del rubinetto, preferendo la minerale: lo rivela un’intervista a un campione di 1.260 cittadini (44 per cento del Sud, 32 per cento del Centro e 24 per cento dal Nord).