PESCARA – Tra l’Azienda comprensoriale acquedottistica Spa (Aca) e l’Ambito territoriale ottimale 4 (Ato) pescarese non è stato mai sottoscritto un contratto di servizio.
“Questo – dichiara Domenico Pettinari, presidente provinciale dell’associazione di consumatori “Codici” – è l’unico strumento giuridico previsto sia dalla normativa nazionale (L 36/94) che da quella regionale (L.R. 2/97) che permetterebbe all’Ato di controllare il soggetto gestore del servizio Aca Spa.
“Nel contratto di servizio – aggiunge – sono previsti gli obblighi del gestore (Aca Spa), le modalità di controllo del corretto esercizio del servizio da parte dell’ente d’ambito (Ato) e le penali per le inadempienze del gestore”.
“È pacifico quindi – continua Pettinari – che solo con la sottoscrizione del contratto di servizio che deve avvenire a firma dei legali rappresentanti dell’Aca e dell’Ato si può realmente esercitare un controllo e quindi far funzionare in maniera efficiente il servizio idrico integrato. Stranamente però il contratto non è stato mai sottoscritto e quindi a oggi ci si trova di fronte a una gestione dell’Aca Spa completamente priva di controllo effettivo da parte dell’ente d’ambito”.
“Posto ciò – continua Pettinari – non possiamo non ricordare quanto accaduto la scorsa estate sull’aumento delle tariffe dell’acqua. Il commissario Caputi ci mostrò la sua relazione dimostrando, carte alla mano, una gestione scellerata dell’acqua e ci promise che le cose, con lui, sarebbero cambiate. Ma come fanno a cambiare le cose se l’Ato non ha alcun potere di controllo e se il commissario si rifiuta ancora di sottoscrivere quell’unico strumento giuridico che gli permetterebbe di controllare ed eventualmente sanzionare l’Aca Spa?”
“Codici – conclude Pettinari – ritenendo che la mancata firma del contratto da parte del commissario dell’Ato sia stato motivo di lesione degli interessi degli utenti in quanto la non assunzione dei poteri di controllo e di sanzione da parte ha permesso una gestione fallimentare del soggetto gestore, che infatti si è sentito libero di dilapidare pubblico danaro in consulenze stratosferiche, assunzioni illegittime e ricorso abnorme ad appalti esterni, ha inviato all’Ato una diffida a siglare entro 5 giorni il contratto di servizio già sottoscritto dall’Aca. In difetto l’associazione procederà a presentare un esposto penale all’autorità giudiziaria”.






