CANISTRO – Il Comune di Canistro (L’Aquila) ha chiesto al confinante Comune di Civitella Roveto la disponibilità di terreni dove realizzare il nuovo stabilimento del gruppo Norda, necessario a imbottigliare l’acqua minerale che sgorga dalla sorgente Sant’Antonio Sponga.
Non sono istanze o intese silglate, ma e’ certo che le due amministrazioni si sono sentite piu’ volte essendo stata individuata un’area a confine tra i due centri della Marsica. Questo nonostante il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, neghi la circostanza. Le difficolta’ in questa prim fase, secondo quanto si e’ appreso, stanno causando ritardi nella tabella di marcia per arrivare all’imbottigliamento con il nuovo gestore: stando ad alcune stime la complessa operazione potrebbe richiedere oltre due anni di tempo con la preziosa acqua che finisce nel fiume. La Norda dei fratelli Pessina che sono anche gli editori del quotidiano l’Unità e titolari di marchi nazionali come Sangemini e Monticchio Gaudianello, è aggiudicataria provvisoria delle sorgenti, a seguito del bando regionale vinto il 22 marzo, ed è in attesa del vaglio del progetto da parte dell’ufficio di Valutazione d’impatto ambientale (Via), della Regione Abruzzo, sia per quanto concerne gli impianti, sia il nuovo stabilimento.
Infrastrutture che devono essere realizzate perche’ il patron della holding Santa Croce, Camillo Colella, che fino allo scorso anno era concessionario della sorgente, e’ proprietario del marchio, delle infrastrutture e dello stabilimento esistente, ed ha piu’ volte confermato di non avere nessuna intenzione di vendere o affittare. Tra l’imprenditore molisano e la Regione, proprietaria della concessione, e’ in atto un serrato contenzioso legale a 360 gradi, anche in riferimento al bando dello scorso dicembre e alla conseguente valutazione che non vede la Italiana Beverage del gruppo Colella neppure classificata per non aver raggiunto il punteggio minimo.
Comunque, sia l’iter del Via, sia della localizzare lo stabilimento, rischiano così di allungarsi, anche sei mesi nel primo caso, molto di più, si teme, per i vari passaggi urbanistici e amministrativi, necessari alla realizzazione del nuovo stabilimento, nel secondo caso.
A smentire l’ipotesi della delocalizzazione è il sindaco di Canistro Angelo Di Paolo, che intervistato dal quotidiano Il Messaggerro oltre ad annunciare querela nei confronti di Colella per le accuse formulate nei suoi confronti e sulla famiglia, in particolare la miglie Armanda Coco, ex dirigente sia della Santa Croce sia della clinica Ini, bolla la delocalizzazione come una “diceria messa in giro da esponenti dell’opposizione in consiglio comunale”. Precisando anche che il gruppo Norda “ancora non mi fa nessuna richiesta dei terreni per la realizzazione dello stabilimento”.
Di Paolo aggiunge però che “i due paesi sono al confine, e quindi se serviranno anche i terreni di Civitella Roveto non sarà un dramma”.
Da fonti interne al Comune di Civitella Roveto, invece, viene confermata la richiesta di terreni sia già stata formulata, il che smentirebbe quanto affermato da Di Paolo.
Questo accade in una partita tormentata in cui il fattore determinante non è solo il dove ma il quando.
Il nuovo concessionario ha preso l’impegno di riassumere, in cambio dello sconto del 90 per cento del canone da pagare alla Regione, i 70 dipendenti licenziati dalla Santa Croce a fine 2016, dopo che ha fermato la produzione, in quanto gli era stata revocata la concessione, poi assegnata con un nuovo bando alla Norda.
Gli ex dipendenti ora possono contare sull’assegno di disoccupazione, che scadrà entro due anni. Sarà necessario dunque bruciare le tappe per realizzare il nuovo stabilimento con impianti annessi.
Il Comune di Canistro, con in prima fila il sindaco Di Paolo, aveva sempre assicurato che la realizzazione del nuovo stabilimento non avrebbe comportato tempi lunghi e problemi di sorta.





