LANCIANO – Ancora interruzioni idriche notturne in provincia di Chieti, un disservizio che, nel corso di quella considerata tra le estati con le temperature più alte registrate, continua a creare numerosi disagi.
Il problema, come spesso segnalato, sarebbe legato più a criticità e rotture delle reti che a vere carenze d’acqua, tanto che nella classifica nazionale delle perdite dell’importante risorsa Chieti occupa il primo posto con il 71,7% di dispersione, seguita da Pescara (58,9%, undicesimo posto) e da L’Aquila (50,7%, 25/mo posto). Si salva solo Teramo, in 72/ma posizione con il 28,6%.
E così la Sasi, la Società abruzzese per il servizio idrico integrato in 92 comuni della provincia, ha aggiornato nuovamente il calendario delle “chiusure” (Qui il link)
Eppure, come è stato sottolineato, in più occasioni: “Se l’acqua è il nuovo oro, l’Abruzzo è la banca idrica d’Italia. Siamo seduti sopra a un tesoro di valore inestimabile, abbiamo risorsa per poter servire un’altra regione, ma anni di incuria ci hanno lasciato in eredità reti colabrodo e tra le peggiori percentuali di dispersione idrica d’Italia”, le parole del consigliere regionale e presidente della Commissione d’inchiesta sull’Emergenza Idrica Sara Marcozzi.
La stessa Marcozzi, insieme al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, è tornata a chiedere nei giorni scorsi l’istituzione di una commissione consiliare permanente dedicata esclusivamente al sistema idrico e a tutte le problematiche collegate al ciclo delle acque: “Mai come ora è urgente convergere politicamente sull’unanime ‘si’ alla nascita di questo nuovo e strategico strumento di azione a tutela dei cittadini e dei territori. Lasciare la gestione idrica in mano a tante piccole società di gestione non è la risposta all’emergenza di questo momento storico. Dobbiamo vedere la nostra regione come un unico grande territorio, capace di creare un sistema solidale che porti acqua dove c’è più bisogno”.






