L’AQUILA – Il presidente del consiglio di amministrazione di Accord Phoenix, l’imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar, si è dimesso dopo che l’inchiesta aperta sull’insediamento dell’azienda all’Aquila, che ha comportato anche il sequestro di parte dei capannoni, ha di fatto impresso un brusco stop allo sviluppo della società di triturazione di rottami metallici, che a regime avrebbe dovuto riassorbire circa 130 lavoratori dell’ex polo elettronico.
Shankar, insieme al direttore generale Franesco Baldarelli e al responsabile della linea produttiva Hansen Joergen Lundo, è finito nei guai per reati ambientali.
La notizia delle sue dimissioni, che ora dovranno essere ratificate dal Cda, è circolata rapidamente tra lavoratori e sindacati che hanno espresso non poche preoccupazioni.
In servizio, dopo lo stop dovuto al sequestro, ci sono una ventina di dipendenti, tra operai e impiegati, ma le aspettative sull’aumento del numero di maestranze restano alte.



