L’AQUILA – “È pronto il bando per l’acquisizione dei siti di proprietà del Comune dove dovrebbe insediarsi Accord Phoenix. Secondo i termini di legge, a partire da domani-dopodomani scatteranno 26 giorni e poi potremo procedere”.
Lo annuncia ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ammettendo che “sì, c’è stato uno slittamento di oltre un mese rispetto a quello che pensavamo ma abbiamo voluto fare le cose in modo impeccabile, anche perché ci sono dietro molti interessi, avete visto l’interrogazione in Parlamento?”.
Nei mesi scorsi, un contributo da 10,7 milioni di euro di fondi pubblici da parte dell’agenzia Invitalia è stato stanziato dopo la firma dell’accordo che, con l’aggiunta di almeno altri 20 milioni di capitale privato (i due terzi del totale), porterà all’arrivo dell’azienda Accord Phoenix che, secondo i piani, in 3 anni reimpiegherà 128 lavoratori del vecchio polo elettronico dell’Aquila.
La Accord dovrà presentare un primo stato di avanzamento dei lavori di acquisizione dello stabilimento ex Finmek, nella zona Ovest dell’Aquila, e di adattamento dell’edificio al nuovo, grande macchinario per la triturazione dei rottami elettronici, ampio 12 metri.
Ma gli spazi dove la società dell’imprenditore Ravi Shankar dovrebbe insediarsi sono di due padroni diversi. Una parte, lo stabile Finmek Solutions, va acquistato dal commissario liquidatore di Finmek, Gianluca Vidal.
L’altro sito è, appunto, quello del Comune, che necessitava di un bando che, fin qui, è andato troppo per le lunghe. L’attuale affittuario, la società Tecnopolo Abruzzo, “è stata diciamo generosa, abbiamo fatto un’offerta da 800 mila euro con cui risolvono 12 anni di affitto”, fa notare Cialente.
Lo scivolamento di un mese del bando comporta come effetti concreti e nocivi, secondo il primo cittadino, “un ritardo per l’inizio dei lavori che cercheremo di colmare. Le macchine, comunque, sono state ordinate”.
Questo intoppo, a suo dire, comunque, non comporterà alcun rischio di perdita della parte pubblica di finanziamenti.
“Ho parlato con Roma e non c’è alcun pericolo”, assicura Cialente incrociando comunque le dita: se infatti Accord non entrerà a regime entro 6 mesi con passi concreti, l’agenzia Invitalia potrebbe ritirare i suoi 10 milioni di euro.
La vicenda è comunque, spinosissima. Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia di un’interrogazione parlamentare, quella citata da Cialente, presentata in Senato da sette senatori di maggioranza che, secondo la Cisl, potrebbe far saltare in aria l’operazione.



