L’AQUILA – “Sono stati fatti degli artifici atti a falsare i bilanci degli anni 2007/2008 dell’Accademia dell’Immagine per avere più soldi dalla Regione ed evitare così la liquidazione e il sindaco dovrà spiegarli”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, documenti alla mano, attacca il primo cittadino Massimo Cialente, in qualità di ex presidente dell’istituzione culturale aquilana, sulla grave situazione debitoria, ripercorrendone nella conferenza stampa di stamane, alcune delle tappe fondamentali della vicenda.

“È la Corte dei conti chiede a Cialente spiegazioni al riguardo – precisa De Matteis – il sindaco dice solo bugie”.

Sulla vicenda dell’Accademia, a rischio liquidazione, indagano la magistratura contabile e quella ordinaria: Cialente risulta coinvolto solo tra gli 11 intimati dell’inchiesta della procura della Corte dei Conti e non in quella della procura della Repubblica che vede 6 indagati tra i quali Gabriele Lucci, fondatore dell’Accademia, e cinque tra dirigenti, impiegati e contabili: Carlo Petricca, Magda Stipa, Rinaldo Aristide, Pierluigi Rossi e Francesca Ruzza.

Il vicepresidente del Consiglio regionale chiede, inoltre, risposte sugli anni cruciali 2009, 2010 e 2011 nei quali non sono stati presentati bilanci preventivi e consuntivi e “come mai Cialente abbia chiesto nel marzo scorso, con una lettera alla Regione, la liquidazione dell’Accademia per poi votare contro un provvedimento del genere”.

“Nel corso del tempo, viene nominato un commissario unico, l’avvocato Andrea Tatafiore, figura non prevista nello statuto che prevede, invece, oltre al presidente e al consiglio di amministrazione, il commissario liquidatore”, incalza.

L’unica strada percorribile, secondo De Matteis resta quella della liquidazione “anche per poter fare in modo che quello stabile, dal valore di 6 milioni di euro, possa essere ristrutturato dalla Regione che lo ridarebbe alla città per concentrarci tutta l’attività culturale, vista la carenza di spazi”, sottolinea.

De Matteis mostra poi una lettera datata 14 marzo 2013, firmata da Cialente e indirizzata all’allora assessore alla Cultura, Luigi De Fanis nella quale chiede, data la grave situazione debitoria, “la nomina di un Commissario che possa traghettare questa difficilissima situazione – scrive il primo cittadino – Avrei trovato una persona disposta ad assumersi questo delicatissimo impegno, l’Ing. Umberto Beomonte Zobel”.

Altro grave problema sollevato è quello legato alla cassa integrazione degli ex dipendenti dell’istituzione aquilana: “Nel frattempo con una convezione si passa l’attività e la funzione dell’Accademia al Centro di cinematografia e si lascia in mezzo alla strada un numero di dipendenti molto superiore a quelli riassorbiti – conclude –  Adesso non si sa nemmeno chi debba firmare la cassa integrazione, vista la situazione di stallo e danno prodotto da Cialente”.