L’AQUILA – “Siamo un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, la quale da un po’ di mesi a questa parte sta vivendo una situazione di assoluta emergenza”.

Comincia così una richiesta di aiuto da parte dei giovani allievi della storica Accademia aquilana, attanagliata da una crisi che pare non conoscere fine.

“Vogliamo rivendicare il nostro diritto allo studio che sta man mano venendo meno a seguito dei molti corsi sospesi o mai partiti, per i quali abbiamo pagato ingenti tasse e dovremmo pagarne presto altre – scrivono – La nostra è una richiesta di aiuto e di attenzione, affinché uno dei principali luoghi di cultura della città non vada via via morendo abbandonato a se stesso”.

Per sensibilizzare i ragazzi ricorrono a una provocazione, un finto manifesto funebre che annuncia la morte dell’Accademia dopo 44 anni di attività. “Amorevole tutrice delle più raffinate forme dell’intelletto, è stata brutalmente assassinata senza scrupoli”, si legge.

L’Accademia, unica di questo tipo in Abruzzo, dopo l’era di Eugenio Carlomagno ha visto lo scontro tra Onorino Vespa e Lea Contestabile per la nomina a direttore, vinte dal primo, ma revocate dal ministero dell’Università dopo una serie di proteste, scontri e ispezioni.

Attualmente l’ente è commissariato e lo sarà fino a fine ottobre di quest’anno, sotto la guida dell’ex direttrice dell’Accademia delle Belle arti di Napoli Giovanna Cassese, che dovrà organizzare nuove elezioni.

Nel lungo periodo di vacatio del direttore gli studenti hanno lamentato numerosi disservizi e un blocco dell’attività didattica e degli uffici dell’ente che, a differenza dell’Università, non ha beneficiato della sospensione delle tasse dopo il terremoto del 6 aprile 2009.