L’AQUILA – Raccolta differenziata, smaltimento di materiali ingombranti, macerie, qualità dell’aria.

Un ventaglio ampio di argomenti di stretta attualità sui quali AbruzzoWeb ha intervistato il presidente dell’Aquilana società multiservizi (Asm), società che si occupa di rifiuti e ambiente all’Aquila, Luigi Fabiani, per inaugurare la nuova rubrica AbruzzoGreen.

Uno spazio aperto con cui questo giornale allarga ancora il suo campo d’azione, con l’intenzione di affrontare tematiche strettamente legate alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente, all’economia “verde”, per discutere di ciò che funziona e denunciare ciò che non va, tenendo ben presente quello che era e rimane l’unico obiettivo: fare informazione.

Differenziata nelle new town, si può fare di più. Lanciare l’invito, più che la sfida, a chi risiede nelle 19 piastre disseminate sul territorio e ancora è restìo a selezionare i rifiuti e conferirli negli appositi contenitori, appare d’obbligo.

Chiacchierando con il presidente dell’Asm, Luigi Fabiani, emerge infatti che da un lato la differenziata va a gonfie vele nelle abitazioni singole e nei condomìni, con un sorprendente 67 per cento, due punti in più rispetto all’obiettivo fissato dalla Regione, 65. Ma dall’altro lato, nei progetti C.a.s.e. esistono ancora sacche di resistenza che vanificano tutto il lavoro du chi invece si è già abituato a questa pratica virtuosa.

E parlando di rifiuti, in una città presa da demolizioni e traslochi, appare una buona notizia la prossima attivazione, presso  il capannone della società nel nucleo industriale a Bazzano, della possibilità di conferire i rifiuti ingombranti, come vecchi mobili o elettrodomestici. “Ma stiamo cercando altri siti per far fronte alle esigenze della città”, spiega Fabiani ad AbruzzoWeb.

infine, il presidente (nella foto in basso) parla di rimozione macerie, soprattutto dei privati, e di qualità dell’aria, argomento sempre molto  a cuore di cittadini e operatori.

RACCOLTA DIFFERENZIATA


”MIGLIORARE IN NEW TOWN E NUCLEI INDUSTRIALI, IN ARRIVO SANZIONI”

Attualmente sono 12 le aree in cui è attivo il servizio per la differenziata e il porta a porta (Paganica 1, Paganica 2, Bazzano-Onna-San Gregorio, Tempera-Vascapenta, Via Strinella-via Montorio al Vomano, Acquasanta, Arischia, Complesso C.a.s.e. Paganica 2-Paganica Sud, Tempera-Bazzano, Progetto C.a.s.e. Sant’Antonio-Coppito 2-Coppito 3- Pagliare di Sassa, Gignano, Torretta, Nucleo industriale di Bazzano), per  un totale di 23.271 abitanti serviti, 7.265 utenze domestiche e 326 non domestiche.

Domani, martedì 6 novembre, partirà la raccolta porta a porta anche nella zona di Sant’Elia, comprese le new town della frazione e quella di Gignano e a breve verranno consegnati i kit per la differenziata a San Giacomo (entro dicembre gennaio inizierà anche la raccolta), Valle Pretara, Colle Pretara, via Aldo Moro, Via Marconi, Santa Barbara, Santanza San Sisto, Pile, San Giuliano e Preturo. Entro fine anno, inoltre, la differenziata sarà estesa anche al nucleo industriale di Pile.

Entro febbraio 2013 saranno serviti 40.192 abitanti e comincerà la diffusione dei bidoncini anche in altre frazioni e quartieri, come Pettino, Coppito, Sassa, Roio, Bagno, Monticchio, Civita Pianola.

Numeri importanti, che confortano Fabiani “È in atto un grande processo culturale – afferma – Il porta a porta è più agevole nelle abitazioni singole e nei condomini, mentre  nei progetti C.a.s.e. c’è ancora chi non si abitua all’idea. Non capisco ancora bene perché. Forse non abbiamo fatto capire l’importanza di questa pratica, ma adesso stiamo potenziando il servizio e nell’ultimo mese qualcosa è migliorato”.

Ma il presidente Asm conferma che “c’è ancora molto da fare, perché viene inficiato tutto il ben fatto nel resto della città. La soglia del 65 per cento fissata dalla Regione è superata in abitazioni e condomini – conferma – ma cala pesantemente nelle piastre realizzate dopo il terremoto. Anche nei nuclei industriali non andiamo meglio: lì siamo fermi al 25 per cento”.

Per rimediare a un andazzo sbagliato, prima di ricorrere alla maniere forti (anche se sono già presenti cartelli nei progetti C.a.s.e. che annunciano sanzioni in caso di inosservanza delle regole), l’azienda proverà con un approccio ‘da buon padre di famiglia’.

“Per un certo periodo di tempo, vedremo se una settimana  o una decina di giorni, alcuni dei nostri operatori si recheranno nelle new town per ‘sensibilizzare’ i cittadini a differenziare i rifiuti. Se anche dopo quest’iniziativa non ci saranno risultati saremo costretti a ricorrere alle sanzioni? Difficile elevarle? Non si creda, è molto più facile di quanto si pensi. Anche perché il fenomeno non è generalizzato, si andrà a colpire chi non rispetta le regole, se necessario”.

RIFIUTI INGOMBRANTI


“LA REGIONE NON RISPONDE SUI CASSONI, PRESTO NUOVI PUNTI CONFERIMENTO”

Con i lavori di demolizione in corso e quelli che dovranno partire, traslochi e cambi di abitazione, molti sono i cittadini che hanno bisogno di disfarsi di materiali vecchi o inutilizzati, sofà e poltrone, televisori e frigoriferi.

Il personale Asm si occupa di recuperare tutto a domicilio ma la lista d’attesa è molto lunga: i cantieri viaggiano a velocità doppia rispetto ai tempi necessari per il ritiro dei materiali e i cassoni situati in alcune zone della città (come Bazzano, Pile e Pettino) sono chiusi.

“I cassoni sono chiusi perché sono scadute le autorizzazioni – svela ancora il pres – Le ordinanze sindacali semestrali hanno avuto una durata massima di 18 mesi dopo il terremoto e per una riapertura sarebbe necessaria una nuova autorizzazione da parte della Regione che, però, non risponde alle nostre richieste”.

“Invece di sei piccoli centri di raccolta per ingombranti ne creeremo tre di dimensioni più grandi – la soluzione – Il primo sarà attivato nel capannone dell’azienda a Bazzano, per tre giorni a settimana. Lì i nostri operatori saranno a disposizione dei cittadini che vorranno conferire i materiali più disparati nei grandi cassoni. Un’altra area dovrebbe essere quella nella zona Ovest, nei pressi di una concessionaria d’automobili. Ma lì la questione è più complessa, in quanto si tratta di una strada chiusa e c’è un problema di destinazione urbanistica. Stiamo valutando altre ipotesi, ma la soluzione di Bazzano sarà di grande utilità”.

Un piccolo appunto, poi,Fabiani lo fa a chi, nonostante tutto, continua a scaricare i materiali ingombranti a ridosso delle aree di conferimento chiuse: “Se le aree sono chiuse perché le persone insistono nel volerci lasciare frigoriferi ed elettrodomestici?”.

MACERIE E AMIANTO


“PIU’ CONTROLLI NEI CANTIERI PRIVATI”

La questione macerie e pericolo di dispersione nell’aria di sostanze nocive è uno dei temi più caldi di questa ricostruzione.

“Per quello che ci riguarda – assicura Fabiani – posso dire che nei cantieri di nostra competenza ci sono operatori Asl, Vigili del fuoco e tecnici Arta. Tutto viene controllato scrupolosamente. Ciò che auspico, invece, è che vi possano essere maggiori controlli nei cantieri privati, dove magari qualcuno potrebbe pensare di fare il furbo”.

In presenza di amianto, infatti, l’azienda impegnata nei lavori è obbligata a fermarsi, a contattare la ditta specializzata per la rimozione e la bonifica, a carico di chi effettua le opere, a un costo di circa 3 mila euro a metro quadrato.

“Sono sicuro che tutti lo facciano – riprende il presidente Asm – ma per evitare che qualcuno, magari trovandolo in una canna fumaria o sotto un tetto, lo mescoli con gli altri materiali inerti che poi vengono triturati in discarica, credo sia necessaria una vigilanza maggiore, in modo che le polveri sottili non vengano disperse nell’aria”.

Anche per quanto riguarda la movimentazione delle macerie dei cantieri privati spiega che “è in corso una mediazione con i privati che gestiscono i siti di deposito per velocizzare l’attività nei cantieri. I piazzali di chi accoglie questi rifiuti inerti sono pieni o quasi, in attesa di essere triturati. Noi invece, che abbiamo anche l’autorizzazione per il ripristino ambientale delle cave dismesse – rammenta – potremmo accogliere i rifiuti dai cantieri, fare la selezione e lo smaltimento”.

Secondo Fabiani, “in questo modo i cantieri non subirebbero alcun rallentamento perchè il processo di raccolta e lavorazione sarebbe costante. Capisco i privati che hanno bisogno di lavorare – conclude – e per questo c’è un tavolo aperto a cui siedono anche Comune, Ance, costruttori e soggetti attuatori per trovare una mediazione e accelerare i processi nei cantieri”.