L’AQUILA – Era il lontano dicembre 2010 quando fece scalpore l’approvazione, da parte del Consiglio regionale governato dal centrodestra, della legge che trasformava in interlocutori istituzionali i “portatori di interessi particolari”, i cosiddetti rappresentanti delle lobby.

Nulla di strano o di misterioso, si disse all’epoca, “le lobby esistono ma devono essere trasparenti”, affermava il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, evidenziando come, mancando una normativa ad hoc italiana, l’Abruzzo si stesse ponendo all’avanguardia a livello nazionale grazie al testo promosso dall’allora consigliere del Popolo della libertà Riccardo Chiavaroli.

Cinque anni dopo l’eco di quella norma si è sopito e anche da un pezzo, ma la legge è tuttora in vigore e qualche mese fa l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha deliberato l’integrazione della lista di lobbysti accreditati dall’Emiciclo per questa nuova legislatura.

Pensando alle battaglie mediatiche che si conducono periodicamente contro le lobby in genere, come fossero emanazioni della Spectre di James Bond, associazioni supersegrete in cui si decidono i destini del mondo, o più semplicemente di una regione, la lista lascia abbastanza delusi.

Sono 12 le associazioni accreditate, 6 quelle aggiunte lo scorso ottobre, e si tratta più che altro di ordini professionali oppure associazioni o anche onlus per i portatori di handicap.

Pesa, su questo, la pubblicità che, sempre secondo quanto previsto dalla legge, deve avere l’elenco di chi si accredita per poter trattare con il Consiglio regionale.

Ecco perché mancano quindi tutte le “vere” lobby, i non meglio specificati “poteri forti” la cui azione sulle istituzioni viene denunciata da destra come da sinistra, a seconda di chi governa e di chi sta all’opposizione.

Quei poteri che preferiscono muoversi sottotraccia, con i contatti discreti e gli incontri segreti, per arrivare a far concretizzare dal legislatore i propri e riservati interessi particolari.

LE NUOVE LOBBY ACCREDITATE

Associazione Help handicap onlus, rappresentata da Stefano Di Giuseppe, Mariangela Rametta e Maria Rosaria Urbano.

Collegio regionale maestri di sci – Abruzzo, rappresentato da Gianni Del Castello, Francesco Di Donato, Luigi Faccia e Gianluca Museo.

Federazione nazionale dei dirigenti e dei quadri direttivi delle Regioni, rappresentata da Silvana De Paolis.

Ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila, rappresentato da Elio Masciovecchio.

Ordine degli psicologi della regione Abruzzo, rappresentato da Tancredi Di Iullo, Ulderico Cicconi, Giuseppina De Sanctis e Luca De Leonardis.

Associazione Syncronia onlus, rappresentata da Riccardo Brignoli, Guia Buzzetti, Sara Citerei, Annarita Ianni, Erica Marchione, Angela Paris, Monica Perilli, Maria Cristina Scaccia, Valisari Laura.

LE LOBBY GIA’ ACCREDITATE

Associazione Bancaria Italiana – Abi, rappresentata da Dario Pilla.

Confederazione Italiana Agricoltori Cia Regionale Abruzzo, rappresentata da Roberto Battaglia, Donato Gabriele Colasante, Marco Valerio De Sanctis, Mauro Di Zio, Nicola Gabriele Falasca, Domenico Falcone, Roberto Furlotti, Carmine Masoni, Mariano Nozzi, Giulio Petronio, Filippo Rubei, Claudio Sarmiento, Nicola Antonio Sichetti e Beatrice Tortora.

Confindustria Abruzzo, rappresentata da Chiara Aloisio, Giuseppe D’Amico, Andrea Galeota e Emanuela Pagnani.

Centro Internazionale di ricerca sul Cane da lavoro (Circa), rappresentato da Freddy Barbarossa, Andrea Mazzatenta e Andrea Scordella.

Ordine Provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di L’Aquila, rappresentato da Giovanni Pasqua.

Autismo Abruzzo Onlus, rappresentato da Dario Verzulli e Antonio Bencivenga.

CHE COSA POSSONO FARE

La legge ha istituito un “registro pubblico”, a disposizione dei cittadini in un pubblico ufficio e sul sito Internet del Consiglio, dei rappresentanti di interessi particolari accreditati presso il Consiglio regionale.

I lobbysti accreditati potranno proporre atti al Consiglio o essere ascoltati dalle commissioni consiliari su atti già proposti.

Inoltre, potranno accedere agli uffici di Consiglio e Giunta per informazioni e chiarimenti tecnici sugli atti di loro interesse o sull’organizzazione procedurale dei lavori di entrambi gli organi.

Ancora, le commissioni potranno, “in via prioritaria”, svolgere audizioni con i rappresentanti dei gruppi iscritti nel registro.

Sono previste anche sanzioni per chi esagera: se le pressioni delle lobby saranno “tali da incidere sulla libertà di giudizio e di voto” dei consiglieri, scatteranno le punizioni: dalla meno grave alla più grave, richiamo formale, sospensione temporanea e revoca dell’iscrizione al registro.

Chi sarà cacciato, per due anni non potrà chiedere una nuova iscrizione.