PESCARA – Sale la febbre in Abruzzo per la tappa tutta abruzzese del 96° Giro d’Italia di ciclismo.

La carovana rosa, infatti, transiterà nella nostra regione in occasione della settima tappa, la Marina San Salvo-Pescara, lunga 177 chilometri.

“Per il nostro Abruzzo è una grande vetrina internazionale – commenta l’assessore regionale alle Attività sportive Carlo Masci – perché tutti i mass media avranno i riflettori puntati sulla nostra regione. È un occasione importante e sono sicuro che l’Abruzzo farà la sua bella figura. Intanto voglio ringraziare le tante organizzazioni e associazioni che hanno collaborato alla realizzazione di questo evento”.

Da tifoso Masci spera che “sul podio possa salire un corridore abruzzese visto che tutti i corregionali tiferanno per loro”. In pista ci saranno Matteo Rabottini, Danilo Di Luca e Fabio Taborre della Fantini Vini e Dario Cataldo della Quick Step.

Inoltre per Masci sarà ”l’occasione per pubblicizzare le nostre montagne e il nostro mare a tutto il mondo. Confido che qualche turista in più arriverà grazie al Giro d’Italia. Nel frattempo la tappa sicuramente farà girare l’economia in questo periodo di crisi”.

Pescara si prepara a un colpo di teatro: i corridori saranno accolti da 21 colpi di cannoni sparati a salve da piazza della Repubblica, “esattamente come fece Gabriele d’Annunzio al Vittoriale nel 1936 accogliendo l’arrivo di un giovanissimo Gino Bartali, vincitore della tappa del 19° Giro”, come ha annunciato l’assessore allo Sport Nicola Ricotta.

Anche la Coldiretti è al lavoro, gli operatori dell’associazione allestiranno il mercato di ‘Campagna amica a chilometro zero’ tra i giardini di piazza Primo Maggio, proprio accanto al museo d’arte moderna ‘Vittoria Colonna’ che, per l’occasione, si è trasformato nel quartier generale del Giro e domani ospiterà 300 giornalisti accreditati provenienti da tutto il mondo.

LA TAPPA SECONDO L’ESPERTO

“Sarà una tappa ‘nervosa’, con quattro Gran premi della montagna e numerose discese”, così definisce la San Salvo-Pescara il presidente del gruppo sportivo Aquilotti dell’Aquila Renato Palumbo, cioè colui che scoprì Alessandra D’Ettorre, campionessa del mondo Juniores 1996, la prima donna italiana a vincere un mondiale su strada.

“Insomma – prosegue Palumbo – gli scalatori possono approfittare delle salite, ma ci vuole molta astuzia nelle discese. Confido molto sugli abruzzesi. Va ricordato che Rabottini lo scorso anno ha vinto la classifica finale del Gran premio della montagna alla sua prima partecipazione, come Vito Taccone nel 1961. Possono mettersi in luce anche Di Luca e Cataldo”.

LE PRECEDENTI TAPPE IN ABRUZZO

L’ultima volta che in Abruzzo è arrivato il Giro è stato l’anno scorso, con la tappa Recanati-Rocca di Cambio (L’Aquila), vinta da Paolo Tiralongo. La successiva tappa fu Sulmona (L’Aquila)-Laceno (Avellino).

Nel 2010 altra tappa aquilana, fortemente voluta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo il terremoto del 2009. All’arrivo in una Villa Comunale dallo scenario surreale ma imbandierata di rosa si presentò per primo Eugenij Petrov e alla piazza d’onore si classificò l’abruzzese Cataldo.

Nel 1999 il compianto Marco Pantani, il “pirata” che ha scaldato i cuori degli italiani come ai tempi d’oro del ciclismo fatica e sudore, vinse la tappa con arrivo sul Gran Sasso, la prima delle quattro vittorie in quel Giro prima della fatale Madonna di Campiglio, in cui venne trovato con un ematocrito troppo alto. Da lì una discesa agli inferi fino alla morte prematura nel 2004, a soli 34 anni.

L’Aquila ha salutato anche la storica vittoria dell’abruzzese Danilo Di Luca, nel 2005, che prese la maglia rosa tra il tripudio dei tifosi presenti.

SAN SALVO ALL’ESORDIO, PESCARA UNA VETERANA

Marina di San Salvo è all’esordio come cittadina abruzzese toccata dal Giro d’Italia, a Pescara la corsa rosa invece approda per la diciottesima volta: nel 1912 vinse Azzini; nel 1919, Corlaita; nel 1922, Sivocci; nel 1927 e nel 1931, Binda; nel 1937, Cimatti; nel 1939, Leoni; nel 1947, Conte; nel 1948, Bevilacqua; nel 1951, Minardi; nel 1956, Padovan; nel 1957, il francese Rolland; nel 1960, lo spagnolo Botella; nel 1963, Carlesi; nel 1977, il belga Maertens; nel 1982, Contini; nel 2001, il belga Verbrugge.

IL TRAGITTO

I corridori partiranno alle 12.40 da San Salvo, sulla strada provinciale 194, quindi affronteranno una prima parte ondulata, con la lunga salita di Paglieta.

Si rimarrà in Abruzzo, spostandosi dalla provincia di Chieti a quella di Pescara. Dopo il rifornimento fisso a Guardiagrele verranno affrontati diversi strappi: a Bucchianico (pendenza massima del 15%); a Villamagna, dove è posto il Gran premio della montagna (255 metri d’altezza, 4ª categoria, dopo 119,7 km); a Chieti-Pietragrossa (16% di pendenza massima), con il secondo Gran premio della montagna (3ª categoria), al km 136,1; Chieti-Tricalle (19% di pendenza massima), dopo 138,8 km, a 301 metri d’altezza, che presenta l’unico traguardo volante della giornata; Santa Maria de Criptis (16% di pendenza massima), con un altro Gran premio della montagna, a 252 metri d’altezza, di 3ª categoria, dopo 153,4 km; San Silvestro (pendenza massima del 14%), con l’ultimo Gran premio della montagna, al km 169,6, di 4ª categoria.

L’arrivo è previsto in piazza Repubblica, a Pescara, intorno alle 17.15.

L’ultima salita della giornata è posta a 7.500 metri dal traguardo, seguirà una discesa tecnica, con gli ultimi 4 km pianeggianti e due sole curve (l’ultima delle quali a 2.200 metri dall’arrivo). La linea d’arrivo è sistemata su un rettilineo asfaltato di 1.700 metri e larga 7,5 metri. 

MEZZA PESCARA “BLINDATA”

Scuole di ogni ordine e grado chiuse a partire dalle 12, per permettere ai ragazzi di rientrare a casa senza problemi, asili nido comunali invece completamente serrati, divieti di sosta su corso Vittorio Emanuele e piazza della Repubblica che sono scattati già da ieri alle 19, parcheggi delle aree di risulta, piazza Primo Maggio e via Gramsci off limits per l’intera giornata.

Mezza città sarà di fatto chiusa al traffico e blindata già dalle 13 per aspettare i campioni della carovana rosa.