L’AQUILA  – Tutti vogliono la Film Commission e, tra città che si candidano ad ospitare la sede e “trovate elettorali ferragostane”, in Abruzzo va in scena uno scontro politico che, in piano sequenza, si consuma a pochi mesi dalle regionali in programma la prossima primavera.

La fondazione però nascerà in autunno, con l’approvazione dello statuto, ed è stato annunciato, la sede sarà a palazzo Dragonetti dell’Aquila, con 2 milioni di euro di dotazione finanziaria per il 2023.  Poi il budget si moltiplicherà fino a qualche decina di milioni, nei prossimi quattro o cinque anni, per attrarre operatori nazionali e internazionali.

A scatenare il vivace dibattito la candidatura di Pescara: la richiesta è stata inviata dal sindaco Carlo Masci, di Forza Italia, al presidente della Regione Marco Marsilio, di FdI, e al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, (FI): “Pescara ha le caratteristiche, le potenzialità e le risorse per affrontare una simile sfida, prevedendo la possibilità di accogliere l’organismo in due sedi alternative: l’Aurum o la Città della Musica. Ora attendiamo il riscontro della Regione Abruzzo, certi che la nostra istanza riceverà la dovuta attenzione e verrà opportunamente esaminata e valutata”, le parole dell’assessore alla cultura Mariarita Carota.

Un’iniziativa che ha provocato la reazione, tra gli altri, del consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci: “La Film Commission è già all’Aquila e non si tocca. Adesso basta!”. Da qui la richiesta rivolta a Marsilio – facendo riferimento a temi come la sede regionale del soccorso alpino, la riorganizzazione ospedaliera, la Carta degli Aiuti – di “non tradire ancora la città” e invitando allo stesso tempo il Comune ad “alzare finalmente la testa”.

“In tutti questi anni Marsilio è stato servo di una visione di sviluppo e di potere non ‘adriatica’ (perché l’intera costa teramana è stata trascurata) ma Pescara-centrica e ha dimenticato e umiliato le giuste aspettative dellintera regione per costruire uno sviluppo equilibrato –È davvero umiliante vedere i nostri governanti locali subire le scelte che offendono e penalizzano la nostra città. Qual è il prezzo del loro silenzio? È servilismo politico?  È scambio con altri favori occulti ai più? E l’enorme disponibilità di soldi con cui ogni estate si fanno rassegne di spettacoli, cosa ha prodotto di prestigioso, solido e radicato nella cultura della città?”.

Da qui la replica del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di FdI, per il quale “quella del consigliere Pietrucci sembra una trovata elettorale ferragostana di chi, marginalizzato sulla scena regionale della sua parte politica, è alla disperata ricerca di un ruolo nel centrosinistra che si riunisce costantemente a Pescara, e di consenso in vista delle vicine elezioni”.

“Una sortita, peraltro, che denota il solito atteggiamento ambivalente del Partito democratico che a Pescara reclama, anche in sede di commissione consigliare, contro il sindaco Masci perché non ha ottenuto la sede della Film Commission, e all’Aquila si scatena per la stessa cosa contro l’amministrazione”, rileva il sindaco, “come fa ciclicamente su qualsiasi questione. Un approccio che fa capire quanto siano strumentali e fini a loro stesse le battaglie che il Pd declina a seconda di dove si trovi a discuterne”.

“In questi anni di amministrazione comunale e governo regionale di centrodestra”, ricorda Biondi, “L’Aquila è diventata centrale nelle scelte dell’Abruzzo, destinataria di ingenti finanziamenti ed è stata capace di ottenere o mantenere in città sedi di importanti enti e istituzioni, dalla sede distaccata del museo MAXXI a quella del Nucleo di tutela del patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri, dalla Scuola nazionale della pubblica amministrazione alla sede del Servizio civile universale fino alla Scuola di formazione dei vigili del fuoco, senza dimenticare l’innalzamento della Questura alla cosiddetta ‘fascia alta’ o il mantenimento della sede della Soprintendenza che, proprio chi ci ha preceduto, aveva deciso di trasferire a Chieti. Chiedo, infine, a Pietrucci quanto poco siano ‘solidi e radicati’ per il nostro territorio, il riconoscimento della Perdonanza quale patrimonio immateriale culturale dell’umanità Unesco, ottenuto nel 2019, o la visita del Papa lo scorso anno per l’apertura della Porta Santa, piuttosto che, ancora, la presentazione recente del programma nella sede del ministero della Cultura. Forse ha nostalgia delle sagre da strapaese a cui ci aveva abituato il centrosinistra?”.

“Proseguendo in questa ‘contabilità’, poco appassionante soprattutto per i non addetti ai lavori, ma necessaria davanti a certe puerili argomentazioni, è opportuno ricordare al consigliere Pietrucci come siano guidati da amministratori della nostra provincia svariati enti strumentali della Regione, che poi sono quelli grazie ai quali – molto spesso – si compiono le vere scelte che incidono sulla vita dei cittadini, da Abruzzo Progetti all’Arta, dalla Tua all’Agenzia sanitaria regionale sino all’Arap”.

Ad entrare nel dibattito anche la città di Teramo, con il consigliere Maria Cristina Marroni, candidata a sindaco alle ultime amministrative: “Ad oggi sarebbero candidate la città di L’Aquila con Palazzo Dragonetti, la città di Sulmona con la Badia celestiniana e la città di Pescara con l’Aurum e l’edificio della Città della Musica. Mi permetto di ricordare che L’Aquila e Pescara, per questioni di peso politico, hanno già accentrato un numero esorbitante di Enti pubblici negli ultimi anni: mi limito solo a rammentare la Camera di Commercio del Gran Sasso, la cui sede è stata fissata a L’Aquila, ma che avrebbe dovuto per legge essere ubicata a a Teramo; il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Teramo confluito nell’ARAP e spostato dalla Regione nella provincia di Pescara; il Consorzio Agrario Provinciale di Teramo, anch’esso sottratto a Teramo e spostato nel chietino. Una simile centralizzazione di Enti pubblici nelle due città abruzzesi più popolose rappresenta una chiara volontà di indebolimento della città di Teramo che purtroppo è in atto da troppi anni”.

“L’occasione è quindi propizia per proporre l’ubicazione dell’Abruzzo Film Commission nel capoluogo aprutino: la sede idonea e prestigiosa potrebbe essere il Castello Della Monica, monumento fiabesco che ha una naturale vocazione all’arte cinematografica. In alternativa sarebbe parimenti idonea la ex sede della Banca d’Italia, la quale sarà libera non appena riaperto il Municipio di Piazza Orsini”:

E infine l’appello: “Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale di Teramo di farsi promotrice verso la Regione Abruzzo della candidatura della nostra città Capoluogo, confidando che i campanilismi locali abbiano ad attenuarsi di fronte alla necessità di un riequilibrio delle sedi istituzionali nei confronti di Teramo”.