L’AQUILA –  Ben quaranta milioni di euro per l’Abruzzo film commission, dal 2023 al 2027.

Dopo tante polemiche politiche per la mancata dotazione finanziaria per l’organismo che dovrebbe portare in regione produzioni nazionali e internazionali, arriva l’annuncio  dell’assessore regionale alla cultura Daniele D’Amario intervenuto al Fla  di Pescara.

Come riferito dal Messaggero ha detto l’assessore, togliendosi un sassolino dalla scarpa: “Mi sorprende che chi ha creato la Film commission nel 2017, senza investirci neanche un euro, oggi alimenti la polemica. In passato abbiamo fatto attendere due mesi Tornatore per l’autorizzazione al decollo di droni in uno spot, i registi hanno bisogno anche di tempistiche veloci”.

L’Abruzzo film commission è nato a novembre 2017, con l’approvazione di una legge, durante il governo regionale del centrosinistra. Poi però rimasto sostanzialmente sulla carta, come denunciato a fine ottobre da Pierpaolo Pietrucci, uno dei principali promotori della norma, e Silvio Paolucci, entrambi del Partito democratico, che hanno anche ricordato che nel Cura Abruzzo 2 è stato bocciato un emendamento che stanziava 100mila euro per la costituzione del patrimonio della Fondazione, ma soprattutto dettasse le prime modalità per la sua costituzione.

Ha fatto scalpore anche il fatto che la trasposizione cinematografica di un capolavoro abruzzese come L’Arminuta della scrittrice Donatella Di Pietrantonio, presentata al Festival di Roma, non ha nessuna scena girata in Abruzzo, a causa proprio della mai decollata Film Commission. A farlo notare polemicamente, la stessa scrittrice, con l’attore Lino Guanciale che di rincalzo ha affermato che “ancora oggi progettare e produrre un film in Abruzzo è difficile, se non impossibile”. Su Abruzzoweb è intervenuto anche  Gabriele Lucci, scrittore  e storico del cinema aquilano, a margine della presentazione del suo ultimo libro, “Biografia di un desiderio”.

“L’Abruzzo deve assolutamente dotarsi di una Film commission operativa e con obiettivi ambiziosi, e per far questo occorre una dotazione economica importante, nell’ordine del milione di euro l’anno, una leva che porterebbe ricchezza diffusa e grande e duratura visibilità. Occorre recuperare il tempo perduto”, il suo appello.