SAN GIOVANNI TEATINO – “Sono accusato di sciacallaggio sulle disgrazie dell’Aquila. A ogni ricorrenza del terremoto, non posso non pensare che, oltre alle vittime vere del sisma, ci sono anche vittime collaterali e tra queste ci siamo anche io e la mia famiglia”.
A oltre 2 anni mezzo dall’arresto, il 2 agosto 2010, e dopo la richiesta di un nuovo rinvio a giudizio da parte della procura della Repubblica di Avezzano (L’Aquila), l’ex consigliere regionale Ezio Stati torna a parlare della sua vicenda giudiziaria nel corso di una conferenza stampa all’hotel Dragonara di San Giovanni Teatino (Chieti), mostrando di sentire come quella moralmente più difficile da sopportare è proprio l’accusa di aver tentato di lucrare sulla tragedia del sisma.
Insieme a lui, in conferenza stampa, anche il suo avvocato, Alfredo Iacone. Tra il pubblico c’è invece la figlia, Daniela Stati, consigliere regionale che, proprio a causa dell’inchiesta, ha dovuto lasciare il ruolo di assessore alla Protezione civile e all’ambiente.
Stati ha chiesto con forza alla magistratura il rispetto delle persone indagate: “Non si può lasciare per anni una persona così, senza farle sapere nulla, in attesa non si sa bene di cosa, senza permetterle di dormire la notte, alle prese con accuse infamanti – ha detto Stati – Ai cittadini dell’Aquila voglio dire che noi non siamo sciacalli, non ci siamo approfittati mai di nulla. Alla magistratura chiedo di darmi la possibilità di discolparmi in fretta. Perché questo non è più sopportabile”.
Da tempo l’ex consigliere regionale della Democrazia cristiana, poi approdato in Forza Italia, chiede di essere sentito dai giudici. La richiesta, in particolare, è stata fatta negli ultimi mesi alla procura di Avezzano.
Il 20 dicembre scorso era stato fissato un incontro, poi slittato fino a dopo le elezioni, quando, all’improvviso, la procura ha disposto il rinvio a giudizio. Secondo l’avvocato Iacone l’udienza preliminare si terrà verosimilmente a dicembre prossimo.
L’incontro richiesto non si è più tenuto. “Cosa devo pensare a questo punto? – sbotta Stati – Che ci sia un disegno per far fuori la nostra famiglia? Che si sia tentato di mettere all’angolo un assessore scomodo come poteva essere mia figlia? Lei, che aveva fatto il pieno di consensi elettorali, ma lontana dalle correnti di partito. Lei, cui è stato assegnato un assessorato di poca importanza, quello alla protezione civile, diventato inaspettatamente fondamentale a causa delle vicende legate al terremoto”.
L’inchiesta che ha portato per un mese in galera Ezio Stati è partita nel 2008 dalla procura della Repubblica di Pescara. Era relativa alla realizzazione di un termovalorizzatore sulla costa adriatica. Nel corso delle indagini, a un certo punto è saltato fuori che ci potevano essere pressioni nei confronti dell’assessore regionale all’ambiente Daniela Stati e, a sua tutela, si era deciso di monitorarne le conversazioni telefoniche.
Nel corso di queste intercettazioni venne fuori che l’assessore Stati si interessava delle sorti della società partecipata dalla Regione, Abruzzo Engineering, per cui si cercava di far avere commesse nell’ambito della ricostruzione post-terremoto.
Questo interessamento, che la Stati non ha mai rinnegato considerandolo assolutamente legittimo, viene visto dagli inquirenti come un tentativo di dare commesse a Selex Service Management, società del gruppo Finmeccanica, tra i soci di Abruzzo Engineering, il cui amministratore è Sabatino Stornelli, indagato dalla procura di Napoli, arrestato insieme a Stati e presidente della società di calcio di Avezzano, nella cui dirigenza c’è anche un altro degli arrestati nella stessa inchiesta, Vincenzo Angeloni.
L’ipotesi di reato è che la società di calcio sia stata messa in piedi per coprire affari illeciti, che si sarebbero presentati anche a seguito del terremoto.
A suffragare questa tesi ci sono almeno due episodi, che per la difesa, però, sono assolutamente staccati dalla vicenda. I due episodi riguardano due regali: un televisore da 300 euro regalato a Natale 2009 al genero di Stati nel corso della festa di fine anno della squadra di calcio (in quella occasione furono donati ben 51 televisori) e un anello con diamanti regalato alla Stati dal compagno, poi sposato, attraverso l’interessamento di Angeloni.
Qualche giorno dopo la consegna dell’anello, c’è anche un altro episodio che suona sospetto alle orecchie della polizia pescarese che sta indagando, una telefonata tra Ezio Stati e Sabatino Stornelli, in cui Stati fa all’altro i complimenti per un contratto firmato e Stornelli risponde che bisogna festeggiare.
La polizia pensa che i festeggiamenti si riferiscano alla firma di un contratto tra Abruzzo Engineering e Selex per l’affidamento dei lavori di ricostruzione. “In realtà – dice Stati – Stornelli ha ricevuto i complimenti per aver firmato un contratto con il ministero dell’Ambiente”. Dunque, nella motivazione dell’arresto di Stati si parlerebbe di un contratto che non sarebbe mai esistito.
Comunque, la procura di Pescara prende queste intercettazioni e trasferisce tutto alla procura dell’Aquila, chiedendo di approfondire. Ma questa, a detta di Stati e del suo avvocato, non compirebbe altri atti di indagini, ma si soffermerebbe sull’interesse dell’assessore regionale per far lavorare Abruzzo Engineering che nel frattempo era in palese difficoltà.
Abruzzo Engineering viene legata a Selex e a Stornelli ed Angeloni e scatta così l’ipotesi di corruzione.
Intanto viene fissata un’udienza preliminare all’Aquila che, però, riconosce che c’è incompetenza territoriale, perché i reati sarebbero stati commessi ad Avezzano.
A giugno 2012 gli atti vengono trasmessi alla procura di Avezzano e là sono rimasti.






