L’AQUILA – La Regione affidi commesse alla società di sua proprietà, Abruzzo Engineering. È questo l’appello lanciato dai vertici dell’azienda e dal collegio dei liquidatori nel corso di una conferenza stampa, alla luce della sentenza del Tar dell’Aquila della scorsa settimana che ne ha riconosciuto la natura ‘in house’. Anche i sindacati, in una conferenza stampa a Pescara hanno invitato la Regione a muoversi in tal senso.
“Il ricorso vinto – ha spiegato il presidente Ae, Francesco Carli – è molto importante soprattutto per il chiarimento che viene fornito in via definitiva su una questione dibattuta da anni”.
La società, il cui pacchetto societario è al 60% di proprietà della Regione, 30% Selex Management e 10% Provincia dell’Aquila, può ricevere, secondo il Tar, commesse nonostante la liquidazione decisa a dicembre dall’assemblea dei soci.
“Abruzzo Engineering possiede dei diritti speciali ed esclusivi in determinate materie – ha spiegato Carli – e in virtù di questi deve ricevere degli affidamenti dalla Regione. Negli ultimi 24-36 mesi, invece, è stata messa costantemente in discussione la natura giuridica della società”.
Abruzzo Engineering può contare su circa 194 dipendenti, di cui oltre un centinaio sono occupati presso gli uffici tecnici e del Genio civile della Provincia e del Comune dell’Aquila nell’ambito dei processi di ricostruzione.
CGIL: “REGIONE AFFIDI COMMESSE A AE”
PESCARA – Dopo la sentenza del Tar sulla natura in house di Abruzzo Engineering, la Filcams Cgil lancia un appello alla Regione, e in particolare al presidente Gianni Chiodi, affinché affidi i lavori a questa società e conceda un incontro ai sindacati.
“Il pronunciamento del Tribunale amministrativo – ha detto Luca Ondifero – è in contrapposizione con quanto Chiodi ci ha detto da un anno e mezzo a questa parte, ritardando sempre l’affidamento dei lavori. E se oggi 120 dei 194 addetti stanno lavorando è perché a dicembre il sindaco dell’Aquila e la Provincia hanno trovato il modo e i fondi per occuparli fino a giugno 2011. Questa sentenza dovrà servire a chiarire quali sono le intenzioni di Chiodi, facendogli affidare i lavori a AE, dando un’occupazione dignitosa a queste persone e consentendo di uscire dalla cassa integrazione”.
“Il presidente Chiodi – ha aggiunto Emilio Speca, anche lui Filcams – parla di AE come di un carrozzone contrassegnato dal clientelismo e questo è vergognoso. Non è detto che i lavoratori non ricorrano a una diffida. Lì – ha commentato – ci sono importanti professionalità che potrebbero essere usati. Noi, insieme agli altri sindacati, chiediamo un incontro. In quella sede ognuno si assuma le proprie responsabilità. Se poi c’è un debito ci si dica da dove arriva”.
Sempre Speca ha fatto notare che “con i soldi della ricostruzione si fa creando il fondo per la liquidazione, che fino ad oggi la Regione non aveva creato”.
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