L’AQUILA – Rifondazione Comunista invita il presidente della Regione, Gianni Chiodi, a intervenire affinché sia bloccata ogni iniziativa e procedura che possa pregiudicare irreversibilmente il futuro dei lavoratori di Abruzzo Engineering.
“Il presidente – si legge in una nota firmata dal consigliere regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo – ha il dovere di riferire al Consiglio regionale (in aula, commissione o conferenza dei capigruppo) su quanto sta accadendo”.
“Ricordo – scrive Acerbo – che il Consiglio nella seduta del 16 novembre 2010 ha approvato una risoluzione bipartisan che impegnava presidente e Giunta ad ‘assumere tutte le iniziative nella sua qualità di rappresentante del socio di maggioranza per evitare la messa in liquidazione della Società in modo da organizzare la compagine societaria al fine di chiarire definitivamente il carattere in house della Società stessa; definire, attraverso un adeguato piano industriale, lo sviluppo delle attività della Società per la salvaguardia dei livelli occupazionali; definire affidamenti di lavori e programmi anche per valorizzare i progetti già completati sulle attività relative alla ricostruzione, alla banda larga ed alle tecnologie innovative per la Pubblica Amministrazione in Abruzzo; impegnare tutti i livelli istituzionali e pubblici per una convergenza integrata di affidamenti tesi a rafforzare l’intero impianto del piano industriale’”.
“Nulla di tutto questo – prosegue Acerbo – è stato fatto e ora 190 lavoratori rischiano di accrescere il numero dei disoccupati abruzzesi. Invito il presidente Pagano a intervenire perché è inaccettabile che presidente e Giunta mostrino un così totale disinteresse nei confronti degli indirizzi espressi dal Consiglio regionale. Il silenzio e il disinteresse di Chiodi sulle sorti di Abruzzo Engineering è davvero un esercizio di cinismo e una metafora della sua politica”.
“Invece di risanare e rilanciare l’Abruzzo – sottolinea – Chiodi lo sta semplicemente lasciando morire lentamente e pazienza se lungo la strada rimangono persone in carne e ossa senza lavoro o senza servizi. Rifondazione Comunista non ha scheletri nell’armadio, non ha partecipato alle infornate clientelari e si schierò contro le modalità discutibili di costituzione di Abruzzo Engineering. Proprio per questo riteniamo inaccettabile che il presidente Chiodi pensi di risolvere i problemi semplicemente abbandonando i lavoratori e liquidando la società senza nemmeno discuterne con il Consiglio”.
“Dentro Abruzzo Engineering – conclude il consigliere regionale – vi sono lavoratrici e lavoratori che hanno competenze ed esperienze di cui l’Abruzzo ha bisogno anche perché si spendono quantità abnormi di risorse a società esterne”.





