L’AQUILA – Abruzzo Engineering licenzia il direttore generale, Vittorio Ricciardi, coinvolto nell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila sul passaggio di proprietà alla Provincia dell’Aquila di Collabora Spa, della quale lo stesso Ricciardi, indagato per truffa, era amministratore delegato e proprietario del 49 per cento delle azioni.
La decisione è stata assunta dall’assemblea dei soci che all’unanimità ha deciso di procedere al recesso anticipato per giusta causa dal contratto con il direttore generale dopo che nella tarda serata 6 maggio scorso l’avvocato Marco D’Arezzo, consulente della società per le problematiche giuslavoristiche, ha riferito di aver ricevuto dal difensore di Ricciardi, avvocato Raul Barsanti, comunicazione del rifiuto opposto dallo stesso dr. Ricciardi alla proposta che l’Assemblea dei soci, in maniera unanime ed ultimativa, aveva stabilito di inoltrare al fine di definire la vicenda.
Il rifiuto alla proposta, i cui termini sono coperti da segreto industriale e che sembra sia stata avanzata proprio dallo stesso Ricciardi all’assemblea, ha convinto l’assemblea dei soci a recedere dal contratto ai sensi dell’articolo 2119 del codice civile.
Nell’ottobre scorso il cda di Abruzzo Engineering revocò alcune deleghe operative a Vittorio Ricciardi, direttore generale della società mista pubblico privato, controllata al 60 per cento dalla Regione Abruzzo, al 30 per cento da Finmeccanica, attraverso Selex Service Management, e al 10 per cento dalla Provincia dell’Aquila; il sodalizio per il quale è stata decisa la messa in liquidazione nello scorso dicembre.
La notizia del licenziamento è stata comunicata con una lettera dal presidente del collegio dei liquidatori, Francesco Carli, con una lettera a Regione, Provincia dell’Aquila, Selex Management, collegio dei liquidatori, collegio sindacale e revisore contabile.
IL RETROSCENA: L’INCHIESTA COLLABORA
Il 19 gennaio scorso sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e gli avvisi di garanzia a tutti gli indagati per abuso d’ufficio e truffa alla Provincia nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita di Collabora Spa alla provincia dell’Aquila.
Al centro dell’ inchiesta c’è il manager Vittorio Ricciardi, ex amministratore delegato e proprietario del 49% delle azioni di Collabora Spa, attuale direttore generale di Abruzzo Engineering (attualmente sospeso dall’incarico, ndr), al quale la guardia di finanza ha sequestrato preventivamente una Maserati, e due case all’Aquila ed una ad Ischia per un valore di circa 350 mila euro, la somma del passaggio di azioni.
A coordinare l’inchiesta sono i pm Antonietta Picardi e David Mancini e lo scorso mese di novembre la Procura della Repubblica dell’Aquila aveva chiuso le indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza dell’Aquila , diretto dal comandante Leonardo Matera.
Secondo l’accusa il prezzo per l’acquisto da parte della Provincia dell’Aquila delle azioni private di Collabora Spa è stato gonfiato: per la Guardia di Finanza che ha condotto le indagini il reato sarebbe stato commesso attraverso artifizi contabili ed intrecci societari.
Oltre al manager di origini molisane, nell’inchiesta sono coinvolte altre 11 persone (alcuni con l’ipotesi di truffa, altri di abuso d’ufficio), tra le quali il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti (Comunisti italiani), ex presidente del Cda di Collabora Spa, e il consigliere comunale Fabio Ranieri (Partito democratico), dipendente di Ae, all’epoca dei fatti consigliere di amministrazione di Collabora Spa.
L’indagine ha coinvolto anche Quirino Bisegna, 53 anni, ed i componenti del collegio sindacale Carla Mastracci (43), attuale dirigente amministrativo di Abruzzo Engineering, Ludovico Presutti (46), Maria Vittoria Bressan (69) ed Omero Martella (48).
Queste sei persone, insieme a Benedetti e Ricciardi, sono accusati di truffa in concorso tra loro.
Sono accusati di abuso d’ufficio invece i tre dirigenti Giovanni Di Pangrazio (55), ex direttore generale della Provincia dell’Aquila ed attuale dirigente del comune dell’Aquila, Vincenzo Mazzotta (44), indagato per il crollo del convitto nazionale, Michela Leacche (45), e il funzionario Andrea Gentileschi (36).





