L’AQUILA – Alla fine un primo, parziale, risultato i lavoratori di Abruzzo Engineering l’hanno ottenuto: l’assemblea dei soci che ieri avrebbe dovuto esprimersi sull’ipotesi di liquidazione della società è stata rinviata e si svolgerà tra dieci, quindici, giorni al massimo. Una piccola boccata d’ossigeno in attesa di una decisione della proprietà, ovvero la Regione Abruzzo, in merito al debito di circa diciannove milioni di euro accusato nei confronti del socio privato, Selex Management.

La prossima convocazione dell’assemblea, comunque, sarà quella decisiva: nessuna decisione potrà essere dilazionata nel tempo, altrimenti i libri contabili saranno portati in tribunale e lo spettro della liquidazione si materializzerà. Venerdì, in maniera del tutto pacifica, i dipendenti di Ae, manifesteranno davanti la sede della Procura dell’Aquila a Bazzano per chiedere che venga fatta chiarezza sulla natura ‘in house’ della società, e che quindi sia legittimata a ricevere commesse dalla Regione.

“Con il rinvio dell’assemblea a fine mese – spiega Emilio Speca, della Filcams Cgil – abbiamo ottenuto una disponibilità formale per cercare di trovare una soluzione.  Il tempo che ci divide fino alla prossima convocazione dovrà essere utilizzato dalla proprietà per individuare strategie concrete atte a salvaguardare i 193 posti di lavoro e le professionalità di AE”.

“I lavoratori – ha aggiunto l’esponente Cgil – manterranno lo stato di agitazione e venerdì manifesteranno in maniera assolutamente pacifica davanti il tribunale dell’Aquila: è necessario che anche la magistratura chiarisca che Abruzzo Engineering è una società ‘in house’ e quindi legittimata a ricevere incarichi e commesse dalla Regione; del resto c’è una legge regionale, quella istitutiva di AE, che chiarisce proprio questo punto. Vogliamo capire quali sono le difficoltà  sulla sua applicazione. È un passaggio fondamentale per garantire la sopravvivenza della società e scongiurare l’ipotesi di licenziamenti di massa che deriverebbero dalla liquidazione”.

La società è stata al centro delle cronache degli ultimi mesi a causa delle inchieste giudiziarie che, nell’agosto scorso, portarono all’arresto di quattro persone e alle dimissioni dell’ormai ex assessore all’Ambiente e Protezione civile Daniela Stati. (g.a.)

LA CRONACA DELLA GIORNATA

L’AQUILA – I dipendenti di Abruzzo Engineering si sono riuniti in assemblea permanente occupando la sede che si trova nelle vicinanze di palazzo Silone, sede della Giunta regionale dove, stamani, un folto gruppo ha protestato ancora una volta per chiedere il rilancio dell’azienda.

Vista la situazione bollente, è stata rinviata l’assemblea della società che era in programma oggi. Un rinvio strategico anche per cercare altre soluzioni rispetto alla messa in liquidazione di AE.

La nuova convocazione ci sarà tra dieci giorni e, da quanto si è appreso, sarà “improrogabile”.

A CHIODI L’ULTIMA PAROLA, MINACCIA LIQUIDAZIONE

A dare l’ultima parola è il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, in quanto rappresentante della Regione, che è socio di maggioranza alla luce del controllo del 60 per cento delle azioni della società mista pubblico-privato che vede la restante parte del pacchetto controllata al 30 per cento da Finmeccanica, attraverso Selex Service Management, e al 10 per cento dalla provincia dell’Aquila.

Ad Abruzzo Engineering lavorano circa 200 persone; la società, nata nel febbraio 2007 con la mission di abbattere il digital divide nel territorio regionale, è da tempo in crisi di commesse ed economica ed è oltretutto stata sfiorata da due inchieste giudiziarie della Procura dell’Aquila.

Della questione il presidente Chiodi ha parlato informalmente con i segretari regionali della triplice a margine dell’incontro sul documento di programmazione economico-finanziario.

“Chiodi – ha spiegato il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare – ha espresso l’intenzione di una messa in liquidazione in bonis della società per poi decidere il da farsi. Il futuro occupazionale e produttivo è quindi drammatico”.

Secondo quanto si è appreso dai lavoratori, negli uffici dell’azienda sembra sia stato intravisto, addirittura, il notaio aquilano Federico Magnante Trecco: a detta dei sindacalisti, una chiara volontà della proprietà diprocedere alla liquidazione.

“Non si può liquidare la società – spiega Emilio Speca, Filcams Cgil – e far ricadere il debito sulle spalle degli abruzzesi, ovvero sul bilancio della Regione. Aspettiamo che Chiodi arrivi in sede, ma chiederemo che l’assemblea dei soci venga sospesa”.

L’INTERROGAZIONE DI LOLLI

Sulle vicende relative alla società, inoltre, il parlamentare del Partito democratico Giovanni Lolli ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio.

“In questa società  – afferma Lolli – posseduta dalla Regione Abruzzo in partenariato con la Provincia dell’Aquila e con la Selex, azienda di Finmeccanica interamente posseduta dal ministero del Tesoro, lavorano 200 persone”.
 
“Il 16 novembre 2009 – aggiunge – il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha approvato il piano industriale dell’azienda che si basava sul presupposto della possibilità di affidamenti diretti da parte della Regione nei confronti di Abruzzo Engineering in quanto società in house. L’ultimo affidamento diretto da parte della Regione è stato effettuato nel febbraio 2010 e in seguito il presidente Chiodi ha dichiarato di non poter più procedere in quanto impedito dalla magistratura”.
 
“Di fronte alla mancanza di un piano per la salvezza della azienda e per la salvaguardia del posto di lavoro di 200 persone in gran parte aquilane, città già colpita da una forte riduzione dei posti di lavoro in conseguenza del sisma del 6 aprile 2009 – ricorda Lolli – ho chiesto al presidente del Consiglio che con chiarezza e al più presto possibile venga fornita la definizione in via ufficiale della società, anche tenendo conto dei pareri più volte pronunciati dalla avvocatura della Regione”.
 
“Ho chiesto, inoltre, al presidente del Consilglio se da parte del Governo ci sia l’intenzione di sollecitare, nel più breve tempo possibile, la definizione di un piano di salvezza per l’azienda”.

Solo nella giornata di ieri il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno bipartisan che impegnava la Giunta regionale ed il presidente Chiodi ad attivarsi per scongiurare qualsiasi ipotesi di liquidazione.

GIOVANI DEMOCRATICI: ”SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI”

L’AQUILA – “I Giovani democratici del Comune dell’Aquila sono pienamente solidali con i lavoratori di Abruzzo Engineering e intendono opporsi a ogni tentativo da parte della Regione Abruzzo di liquidare l’azienda, di cui è in  parte proprietaria e della quale potrebbe seriamente avvalersi”.

Ad affermarlo sono Jacopo Arpetti, segretario comunale Gd L’Aquila e Valentina Raparelli, responsabile comunale Gd iniziativa politica.

“Piena fiducia nell’operato della magistratura – scrivono in una nota – che auspichiamo faccia piena luce sulle  responsabilità della dirigenza e di alcuni politici, ma è da condannare la  gogna mediatica cui sono costantemente esposti i dipendenti dell’azienda. Abruzzo Engineering sconta il fatto che molti suoi lavoratori siano stati scelti con procedure poco chiare e trasparenti attraverso meccanismi ascrivibili a clientelismo partitico, ma questi sono una minoranza in confronto  alle alte professionalità che nell’azienda pure ci sono”.

“Ci auguriamo pertanto – concludono – che il bilancio dell’azienda venga sanato e che vengano salvaguardati gli interessi dei duecento lavoratori”.