L’AQUILA – Hanno rimbalzato da un continente all’altro suscitando le reazioni indignate di numerosi abruzzesi che vivono all’estero le dichiarazioni del presidente della Regione, Gianni Chiodi. Parlando del taglio dei fondi per il Cram (Consiglio regionale abruzzesi nel mondo), ha detto “sono finite le gite, per i nostri e per loro”.
Il governatore, a margine di una conferenza stampa, qualche giorno fa ha preso in mano lo smartphone per mostrare l’email a lui inviata dal Cav. Enzo Alloggia, emigrato in Svizzera e componente del Cram, che lo richiamava alla responsabilità di non aver appostato nel bilancio di previsione 2014 neanche un euro per le politiche dell’emigrazione.
“Mi bombarda con richieste di soldi”, ha detto. Poi la “battuta” sulle gite, parole che hanno acceso un duro scontro. Dichiarazioni di fuoco sono arrivate da Luciano Mastracci, presidente dell’associazione abruzzesi in Svezia:
“Signor presidente – ha scritto Mastracci in una lettera – ha ripetuto la parola ‘gita’ cinque volte. Se uno per far valere le sue ragioni deve ricorrere a spicciole soluzioni come la denigrazione e l’alterazione della realtà, il tutto contornato dalla battutina finale per far ridere significa che scarseggia di argomenti validi da esporre. Per convincere della validità della sua decisione ha inoltre parlato di cose poco chiare successe in Brasile anni fa. Non c’ero e non ne sono a conoscenza, mi risulta però che lì oggi stiano lavorando bene. In ogni caso, non è giusto mettere centinaia di rispettabili associazioni alla stregua di una che sbaglia. Non dimentichi che noi, come lei, vogliamo bene all’Abruzzo e non le chiediamo altro che di darci la possibilità di riunirci una volta all’anno per poter lavorare meglio. Il Cram che ci coordina fa del suo meglio per sostenerci, ma senza soldi, solo con le parole, non si va lontano”.
“Chiodi – ha detto Goffredo Palmerini, componente del Cram – avrebbe avuto 5 anni, con i poteri a sua disposizione, per accertare quanto egli presume e denuncia. Non l’ha fatto. È un peccato, perché avrebbe forse potuto scoprire che altre sono le criticità, le ‘gite’ senza costrutto della Regione, non certo un viaggio l’anno dei circa 40 delegati delle comunità abruzzesi nel mondo per tenere la loro assemblea, che sia in Abruzzo o in uno dei Paesi della nostra emigrazione”.
Le critiche mosse dal Cram all’amministrazione regionale riguardano l’azzermento, nei cinque anni del mandato, dello stanziamento per le politiche dell’emigrazione, facendo poi salti mortali ogni anno per una variazione al bilancio, su proposta dei tre consiglieri regionali nel Cram (Franco Caramanico, Riccardo Chiavaroli, Antonio Prospero), per destinare qualche decina di migliaia di euro per le spese e per consentire lo svolgimento dell’annuale assemblea.
Le assemblee del Cram in questo quinquennio si sono tenute per tre volte in Abruzzo, poi nel 2012 in Canada e nel settembre scorso in Belgio (a Charleroi, Bruxelles, Marcinelle).
Una lettera è stata inviata al presidente Chiodi da Ivana Santacroce Fracasso, presidente della Federazione abruzzese di Toronto. La pubblichiamo di seguito integralmente
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE ABRUZZO GIANNI CHIODI
Toronto, 7 gennaio 2014
Presidente Chiodi,
ho ascoltato il Suo discorso di presentazione del bilancio regionale nella parte relativa al Cram ed ho sentito la necessità di scriverle.
Mi chiamo Ivana Santacroce Fracasso. Sono presidente della Federazione abruzzese di Toronto, consultrice Cram e ideatrice e conduttrice del programma radio “L’eco d’Abruzzo” in onda ogni giovedì sera, da ben 19 anni, sulla stazione radio Chin di questa città. Tengo a precisare che le onde di questa stazione radio raggiungono, oltre le città dell’Ontario: Hamilton, Niagara, St. Catharines ecc, anche città Nord-Orientali degli Stati Uniti d’America.
Ho ascoltato con tristezza le sue affermazioni sul Cram, soprattutto il modo duro con cui si è rivolto a noi. Sono rimasta senza parole.
Mi ero prefissa di non far alcun commento, però non sempre è possibile far tacere il nostro cuore e la nostra ragione di fronte a chi vuole vedere il male anche dove c’è soltanto del bene.
Sì, il bene, proprio così. Quello che noi abruzzesi all’estero nutriamo per la nostra terra è stato da Lei interpretato come un modo di volerne approfittare. Approfittare di cosa, di un viaggio o di una “gita”, come lei dice? Ma scherza, presidente. Sinceramente le dico che ha parlato in modo non conforme alla carica che ricopre, e questo non Le fa onore.
Indipendentemente dal discorso sul Cram, che può essere accettato o meno, io ho percepito un suo disinteresse o, ancor di più, una mancanza di rispetto verso gli abruzzesi emigrati.
Questa è stata la mia forte impressione.
Peccato che lei non sappia (o forse preferisce non sapere?) ciò che noi abruzzesi all’estero siamo stati capaci di fare all’indomani dal tragico terremoto de L’Aquila, per non considerare anche quanto fatto per la rinascita della nostra Regione nel dopoguerra.
Le voglio dare in proposito qualche “piccola” notizia.
Una è questa: a Toronto la nostra Federazione abruzzese, che racchiude 23 Club e associazioni affiliati, in collaborazione con l’Ordine dei Cavalieri di Malta, ha raccolto ben 700mila dollari, arrivati in Abruzzo fino all’ultimo centesimo.
Grazie alla grande sensibilità della nostra gente e all’immenso lavoro da noi svolto in tutte le fasi della raccolta dei fondi, il reparto Immuno-Trasfusionale e il Reparto di Brachiterapia dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila sono stati, il primo aiutato nella ristrutturazione e il secondo nella dotazione di un impianto all’avanguardia, unico in Abruzzo, per la terapia del tumore alla prostata, al seno e alla cervice uterina.
Abbiamo, inoltre, collaborato sia con la Federazione abruzzese della città di Hamilton anch’essa generosa nella raccolta della ingente somma di 350mila dollari, sia con le diverse comunità abruzzesi sparse in questa vasta nostra terra di adozione facenti parte della Confederazione Abruzzese del Canada.
La informo, inoltre, che per coordinare i progetti da realizzare in Abruzzo con i fondi raccolti e per partecipare all’inaugurazione dei Reparti dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, abbiamo tutti lavorato completamente a nostre spese.
Dalla Regione nessuna nota di apprezzamento o di gratitudine per tutto questo. Non era certo obbligatorio farlo ma sarebbe lodevolmente rientrato nell’etica professionale e morale di chi della Regione ne è il governatore.
Le sue parole che arrivano come un sonoro schiaffo morale, inducono molti a chiedersi se il nostro continuo prodigarci verso la terra d’origine valga la pena.
Io e tutti quelli che lavorano con me nell’Associazionismo “puro” abbiamo i nostri sani principi e riteniamo che, indipendentemente dal Suo giudizio negativo nei nostri confronti, continueremo a fare ciò che abbiamo fatto finora. Del resto noi non lavoriamo per i politici in Abruzzo o per richiedere favori; lavoriamo di volontariato a beneficio della nostra comunità e della brava e onesta gente che ci apprezza e che ci pregiamo di rappresentare.
Per concludere mi viene spontanea una riflessione:
Lei ha detto, sempre riferendosi al Cram: “sono finite le gite per i nostri e per loro”. Ma lei, Presidente Chiodi, non era già pronto a venire a Toronto con la sua delegazione il 16 novembre u.s. per partecipare alla Cena di Gala, invitato da un Club che festeggiava 10 anni di fondazione e il Suo Ufficio di Segreteria faceva passare tutto questo come “Visita istituzionale del presidente Chiodi in Canada”? Non voglio entrare nel merito. Spero solo che Lei sia venuto a conoscenza della corrispondenza intercorsa tra me e la Sua Segreteria nello scorso Ottobre.
Non mi risulta che il viaggio sia stato cancellato, gli ultimi giorni, perché “le gite sono finite per i nostri e per loro”, ma per tutt’altre ragioni.
Queste favole, signor presidente, non si raccontano nemmeno la notte di Natale.





