BOLOGNA – “Il governo scongiuri il rischio di abbattimenti dei lupi”. 

L’appello al premier, Paolo Gentiloni – si legge su Repubblica.it – parte da Bologna, per voce di “Wwf Young”, la nuova comunità di attivisti e ricercatori provenienti da tutta Italia, che chiedono di intervenire per fermare il “piano lupo”, cioè l’abbattimento controllato del 5% della popolazione lupina in Italia che ha fatto infuriare gli animalisti.
 
“Le chiediamo, signor presidente, di non riportarci indietro di quarant’anni, al tempo del ‘lupo cattivo’ delle favole” scrive il Wwf, che aggiunge che “Studi internazionali dimostrano che l’uccisione di singoli esemplari destruttura i branchi d’origine, come accade nei numerosi casi di bracconaggio, e può spingere gli altri lupi ad aumentare le predazioni sugli animali domestici. L’unica strada è quella della prevenzione dei danni, praticabile grazie ai fondi già disponibili dei Piani Sviluppo Rurale, per aiutare concretamente gli allevatori e rendere i metodi di allevamento compatibili con la presenza spontanea del lupo”.
 
I giovani del Wwf, riuniti nella nuova community lanciata a Bologna, alla velostazione Dynamo, citano anche le esperienze all’estero: “Altri paesi europei come Spagna e Francia hanno dimostrato come il prelievo dei lupi non abbia affatto diminuito i conflitti ma, al contrario, aumentato il bracconaggio”. 

“Mi auguro che il presidente Gentiloni raccolga questo appello, e intervenga. Dopo anni di battaglie e il grande successo di reintroduzione della specie oggi si pensa di legalizzarne l’uccisione”, ha dichiarato la presidente del Wwf Donatella Bianchi.