L’AQUILA – Abbattimenti indiscriminati di edifici inagibili nel centro storico dell’Aquila: il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, conferma la sua intenzione, già espressa nel corso del convegno organizzato dall’Ance il 26 febbraio scorso, di fare chiarezza e di rivolgersi alla procura della Repubblica.

”Sto solo aspettando che mi sia consegnato un dossier sui casi specifici e che ritengo molto sospetti, poi valuterò il da farsi”, spiega il primo cittadino ad AbruzzoWeb.

Secondo Cialente, infatti, sarebbero stati abbattuti nel cuore della città che avevano un valore storico, seppure non vincolati dalla Soprintendenza, e in condizioni di inagibilità pari a quella di altri edifici che, invece, saranno ristrutturati conservandone l’identità originaria.

C’è anche l’aspetto economico da valutare: potrebbe darsi infatti che la sostituzione edilizia, ovvero l’abbattimento e la riedificazione completa dell’edificio, avrà costi più onerosi rispetto alla semplice ristrutturazione.

Una vicenda, questa, che riporta alla ribalta lo scontro tra i fautori del “com’era e dov’era”, e quelli del “dov’era, ma non com’era”.

Ovvero tra chi ritiene che i centri storici terremotati vadano salvaguardati nella loro fisionomia originaria, in quanto esistono tutte le tecnologie per mettere in sicurezza antisimica i palazzi originari rimasti in piedi.

E chi dal lato opposto ritiene che in questo modo la sicurezza sismica non può essere garantita e si può dunque in molti casi optare per l’abbattimento e la ricostruzione con materiali e teniche più avanzate rispetto al muro in pietra, e secondo una visione che predilige l’inserimento anche di volumi architettonici dal gusto contemporaneo, per dare alla città una nuova identità proiettata al futuro.

A tal proposito va ricordato che nell’agosto 2013 il Tribunale amministrativo regionale, a seguito di un ricorso, ha annullato la sospensione del contributo da parte del Comune dell’Aquila a un progetto di sostituzione edilizia in centro storico, stabilendo il principio che “fermo il mantenimento di sagoma, volume e superficie, nonché della tipologia edilizia ed architettonica, l’edificio può ricostruirsi con la moderna tecnica del cemento armato”.