L’AQUILA – Sulla sicurezza delle autostrade A24 e A25, che collegano Lazio e Abruzzo, è andato in scena un nuovo scontro tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la società privata del Gruppo Toto che gestisce le due arterie.
Tra allarmi, smentite, incontri e dubbi sulla stabilità delle infrastrutture autostradali sollevati da più parti, il tema della sicurezza di ponti e viadotti delle due autostrade, questa mattina, è approdato in Consiglio comunale all’Aquila, riunito in seduta straordinaria.
Alla seduta, dal titolo “Criticità strutturali viadotti Autostrade A24 e A25”, hanno partecipato il dirigente ministeriale Placido Migliorino, che ha rimesso i dubbio la sicurezza delle due arterie, limitandosi a dire che “saranno sicure solo dopo ulteriori verifiche necessarie e attività di monitoraggio”, e il vice presidente di Strada dei Parchi, Mauro Fabris, che ha ribadito, al contrario, “la stabilità delle infrastrutture in condizioni normali” e ha riacceso la polemica sui fondi per la messa in sicurezza, ancora bloccati proprio a causa di mancati decreti attuativi da parte del Ministero.
Oltre alla Giunta e ai consiglieri di maggioranza e opposizione quasi al completo, hanno partecipato alla seduta i parlamentari abruzzesi Stefania Pezzopane, deputata del Pd e Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia.
“Serve un piano di monitoraggio per scongiurare un’altra Genova. Le autostrade saranno sicure quando ci saranno le soglie di allerta e verranno eseguite tutte le ulteriori verifiche, con esito positivo, richieste dal Ministero alla concessionaria”, ha risposto così l’ingegnere del Mit Migliorino a tutti coloro, cronisti e consiglieri comunali, che hanno chiesto se A24 e A25 sono sicure, alla luce della recente relazione, a firma del dirigente ministeriale, che ha messo nero su bianco il rischio strutturale in 35 degli 87 viadotti ispezionati.
Secca la replica del vice presidente di Sdp: “Le autostrade erano e sono sicure in condizioni normali, poi se il Ministero ha dubbi o incertezze ha tutto il potere di intervenire in merito”, ha spiegato Fabris.
Migliorino nel suo intervento ha precisato: “Confermiamo quanto scritto nella relazione in tutte le sue parti; si tratta di un documento che prende spunto da un incarico che mi è stato dato dal ministro Danilo Toninelli, dopo i fatti Genova. Il fattore principale per poter effettuare tutte le verifiche è conoscere i materiali e il progetto. In relazione alle verifiche fatte da Sdp sono sempre stato molto perplesso sulla conoscenza dei materiali, i controlli fatti dalla concessionaria si basano su prove di parecchi anni fa e, in una condizione in cui i coefficienti sono prossimi all’unità, considerato il minimo per la sicurezza delle infrastrutture, questo stato di conoscenza ci ha creato tutta una serie di dubbi. Per questo ho voluto prendere un ulteriore fattore di cautela ritenendo che quelle verifiche non potessero essere totalmente condivise per questo ‘difetto originario’: le analisi ‘datate’”.
Nella relazione l’allarme, infatti, viene lanciato su 35 viadotti, in 26 dei quali lo stato di degrado è da tenere sotto controllo, perché hanno un coefficiente vicino all’uno, che è il livello minimo. Un’analisi fortemente contestata dalla concessionaria che ha effettuato l’accesso agli atti per verificare se al ministro Toninelli sono stati consegnati i documenti giusti riferiti a prove effettuate secondo la legge e con strumenti innovativi ed attendibili.
“A seguito dell’istruttoria sulla sicurezza dei viadotti da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono stati individuati tutta una serie di interventi di mitigazione per consentire il transito in condizioni di sicurezza. Primo di questi interventi la regolamentazione del traffico che è stata attuata dalla società concessionaria il 26 ottobre scorso, dopo una riunione in Prefettura all’Aquila, ma c’è ne sono altri e la cosa più importante è sicuramente l’attività di monitoraggio, la conseguente creazione delle soglie di emergenza e lo stato di conoscenza generale dell’infrastruttura”, ha aggiunto il dirigente del Mit.
Un intervento che “ancora non è stato fatto, perché la società concessionaria sta studiando eventuali interventi e ha proposto di effettuare due prove di carico su due viadotti, uno nel territorio Aquilano e l’alto nel Teramano. Stiamo valutando l’opportunità di eseguirli in zone dove si ha un minor impatto sul traffico”, ha precisato ancora Migliorino.
I consiglieri, poi, hanno sollevato dubbi sulle parole “poco rassicuranti” di Fabris: “Le autostrade erano e sono sicure in condizioni normali, se il ministero ha dubbi o incertezze ha tutto il potere di intervenire. Abbiamo fatto un incontro in Prefettura e tutti sono stati d’accordo nel tenere aperte le due arterie autostradali. Il ministero, poi, per la messa in sicurezza deve mettere a disposizione le risorse necessarie, noi siamo pronti”.
“A giugno di quest’anno – ha voluto precisare il rappresentante di Sdp – il Mit ha detto che non c’erano interventi urgenti da fare e noi abbiamo perso un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio perché avevamo richiesto proprio i fondi per poter andare avanti con la messa in sicurezza antisismica. Poi c’è stata Genova e tutto è cambiato, adesso speriamo che i soldi, previsti nel decreto Genova vengano sbloccati. Faremo comunque le prove ulteriori richieste dal ministero per rispetto istituzionale”.
Le criticità, infatti, resterebbero invariate, perché i fondi per la messa in sicurezza, 192 milioni di euro, nonostante l’approvazione del decreto Genova, non sono ancora del tutto disponibili per Sdp, che nelle scorse settimane, per lo sblocco che avrebbe fatto cominciare i lavori, ha inviato diffide al Ministero minacciando anche esposti alla magistratura.
Successivamente Migliorino ha spiegato cosa intende il Ministero per monitoraggio delle autostrade: “Vuol dire installare degli estensimetri, dei flessimetri, dei sensori che misurano lo stato deformativo al transito di veicoli ordinari e confrontare i valori misurati con le previsioni progettuali. Quindi nessun impatto, se non quello iniziarle, sulla circolazione. Poi se durante l’esercizio si dovesse raggiungere o superare queste soglie di allerta, questo ci consentirebbe di intervenire anche eventualmente con il blocco della circolazione su quei viadotti. Per la messa in sicurezza – ha assicurato infine il dirigente – abbiamo inserito i 192 milioni nel decreto Genova e presto verranno firmati i decreti”.
Dal canto suo la concessionaria ha denunciato che per gli incomprensibili allarmi dei mesi scorsi il calo di utenza è stato di oltre il 7 per cento, circostanza quest’ultima che ha voluto sottolineare anche l’onorevole Pezzopane.
“Si tratta di un tema di estrema attualità, che interessa l’opinione pubblica e i cittadini. Sono diminuiti i carichi sull’autostrada e sono diminuite anche le prenotazioni, non sopportiamo più l’atteggiamento del Governo verso questo territorio ed è questo che dobbiamo gridare tutti insieme, perchè questo argomento non ha e non deve avere colore politico – ha detto la deputata dem – Voglio esprimere il mio dissenso rispetto ai comportamenti che ci sono stati in questi mesi. Noi le rassicurazioni a suo tempo le abbiamo avuto e abbiamo pagato un prezzo elevato, non giocate sulla nostra pelle, quando ci hanno giocato ci sono stati molti morti”, ha concluso Pezzopane, riferendosi alle rassicurazioni prima del sisma del 6 aprile 2009.






