L’AQUILA – “La sede dell’Aquila sarà interessata, quanto prima, a legislazione vigente, dall’accorpamento della sezione staccata di Pescara, e ciò, dal 1° settembre 2015”.
È cosa fatta, per il presidente del Tar Abruzzo, Bruno Mollica, l’accorpamento delle due sedi del Tribunale amministrativo, nonostante le mosse degli esponenti politici per scongiurarlo.
Tanto che il presidente si è già mosso per richiedere lo spazio necessario.
“Nelle more del formale avvio degli adempimenti necessari all’accorpamento – ha scritto nella relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario 2015 – ho provveduto, insieme con il dott. Venditti (segretario generale, ndr), a esperire i necessari contatti con l’Agenzia del Demanio per l’eventuale futura acquisizione dei locali occorrenti”.
Sempre in virtù dell’accorpamento, fa notare Mollica, il presidente della sezione adriatica, Michele Eliantonio “ha condivisibilmente ritenuto di non procedere all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la sede di Pescara”.
“O il Governo ci fornisce le risorse umane magistratuali e amministrative per operare oppure noi non saremo in grado di andare avanti relativamente a tutte le controversie”.
Questo il grido d’allarme del presidente Mollica.
“Sappiano gli avvocati presenti in aula che, dovendo necessariamente privilegiare gli appalti pubblici, resterà sempre meno spazio per gestire con sollecitudine gli altri ricorsi, come sta già accadendo in questa sede giudiziaria”, ha evidenziato.
Questo perché “il sopravvenuto decreto Renzi sull’ulteriore velocizzazione delle controversie in materia di appalti pubblici ha comportato la necessitata istituzione di una corsia preferenziale per tale tipo di cause, con effetti di rallentamento per le restanti tipologie di controversie”, come spiegato da Mollica.
Secondo il magistrato “è bene che la politica si renda conto che le riforme della giustizia non si possono fare a costo zero, altrimenti si va allo sfascio della giustizia stessa”.
E ancora, “per la giustizia amministrativa occorrono riforme e non superficiali rottamazioni” ha detto, citando un’analisi del professor Pierluigi Mantini.
“Nel nostro caso, si sta parlando del servizio giustizia e sulla giustizia non si può tagliare oltre misura – ha concluso Mollica – Insisto nel dire che noi non abbiamo più neppure il personale per le fotocopie! Urgono, quindi, appropriati interventi, che possano consentire di far fronte alla criticità rappresentata”.
“L’apprezzabile intento governativo di una velocizzazione processuale” può essere raggiunto “solo mediante un corposo incremento della dotazione del personale di Magistratura, non disgiunto, ovviamente, da un contestuale aumento delle unità di personale amministrativo”.
Lo afferma il presidente del Tribunale amministrativo dell’Abruzzo, Bruno Mollica, nella sua relazione in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2015.
Secondo il magistrato, tuttavia, “accanto al problema delle coperture delle dotazioni organiche vacanti, si pone quello, in parallelo e, forse, pregiudiziale, correlato all’imminente pre-pensionamento dei magistrati che abbiano compiuto il settantesimo anno di età”.
Per quanto concerne il Tar abruzzese nelle due sedi dell’Aquila e Pescara, “l’intervento dovrebbe comportare, entro il 31 dicembre 2015, un depauperamento di circa il 30% della attuale dotazione di magistrati, a quel momento non sollecitamente sostituibile”.
“Ciò che, peraltro, sembra poco coerente – attacca Mollica – è che, mentre da un lato si prospetta in sede politica una velocizzazione del servizio giustizia, dall’altro si smantella in maniera gravosa e immediata la dotazione di personale, tra l’altro connotato da notevole esperienza professionale consolidata nei numerosi anni di servizio magistratuale”.
Per il presidente, “solo la garanzia di un’uscita graduale dei magistrati interessati in funzione di contemporanei nuovi ingressi in magistratura potrebbe evitare lo smantellamento del servizio giustizia”.





