LIVORNO – A Livorno come a L’Aquila per il terremoto, al telefono c’era chi si diceva pronto a brindare per l’alluvione del settembre 2017: “Ci siamo allarmati quando da alcune intercettazioni abbiamo sentito dire da alcuni imprenditori ‘brinderemo all’alluvione'”. 

Lo ha detto il capo della squadra mobile di Livorno Salvatore Blasco illustrando con il questore Lorenzo Suraci le indagini dirette dalla procura che hanno portato al nuovo arresto di Riccardo Stefanini, ex coordinatore della protezione civile del Comune. Le indagini della nuova inchiesta avrebbero preso le mosse proprio dalla tragica alluvione del 10 settembre 2017. 

Episodio che ricorda quello che ha avuto come protagonista l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, salito alla ribalta delle cronache a causa di un’intercettazione in cui rideva alla notizia del terremoto del 6 aprile 2009 che aveva appena devastato L’Aquila, parlando degli “affari” che si sarebbero potuti fare in Abruzzo con la ricostruzione.

Negli anni successivi, la sua vita è stata tutt’altro che tranquilla: nel 2011 tentò il suicidio ingerendo un intero flacone di Tavor, nel suo ufficio in via Margutta a Roma. Un anno dopo, fu preso a calci e pugni da due uomini, mentre camminava in strada proprio ai Parioli: “Così impari, uomo di m…”, gli urlarono i suoi aggressori che arrivarono in motorino.

Tornando alla vicenda di Livorno: secondo quanto è emerso lo stesso Stefanini, preposto alle gare d’appalto avrebbe pilotato le procedure di due gare d’appalto: per questo l’accusa di turbativa d’asta in concorso con Emanuele Fiaschi, titolare della ditta livornese Tecnospurghi per la gara ‘Multiservizi’, e in concorso con Nicoletta Frugoli rappresentante di Comunicaitalia Srl, una società di Roma, per la gara sull’Alert system. Si tratta di appalti sotto soglia, cioè tutti sotto i 41mila euro. Nel primo caso, un appalto da 35 mila euro, secondo la polizia Stefanini avrebbe favorito Fiaschi facendo di tutto per scoraggiare un altro imprenditore a partecipare alla gara per la fornitura alla protezione civile di mezzi spargisale.

Nel secondo, un appalto da 23 mila euro, sempre Stefanini si sarebbe accordato con Frugoli, attraverso uno scambio di mail, sui criteri di scelta per far vincere il bando prima che venisse emesso.

Bando che è stato redatto poi con criteri talmente stringenti che alla gara non si era presentato nessun altro. Sia Stefanini sia Fiaschi, legati secondo gli investigatori da un consolidato rapporto fatto di regalie varie, pacchi dono e cene offerte dall’imprenditore, sono indagati anche per truffa aggravata ai danni dello Stato. In occasione dell’allerta meteo per neve e ghiaccio del 25-26 febbraio e 1 marzo 2018, “sono state accertate gravi irregolarità compiute da Stefanini”, spiegano gli inquirenti, “nel calcolare i costi degli interventi della ditta di Fiaschi”.

In sostanza il dirigente del Comune avrebbe artificiosamente aumentato orari e mezzi impiegati dalla ditta gonfiando per migliaia di euro le spese sostenute dall’Amministrazione comunale.

Così i lavori di spargimento sale che erano stati effettuati spontaneamente da un mezzo di un privato per spirito di solidarietà sono stati attribuiti invece a Tecnospurghi che avrebbe intascato dal Comune 4500 euro per un servizio mai svolto. Inoltre sempre nel corso delle indagini sono emerse anomalie nei prezzi fissati da Stefanini a favore del privato anche sui sacchi di sale da disgelo: il Comune di Livorno ha pagato ogni sacco da 20 kg, 15 euro Iva esclusa, mentre nel 2013 il comune di Pisa aveva pagato lo stesso prodotto da 25 kg 3.35 euro Iva compresa.

“Chi è un delinquente è bene che vada in galera e l’affermazione che è stata fatta è riprovevole, da stigmatizzare nel modo più assoluto. Mi risulta, a quanto mi è stato riferito, dietro la denuncia ci sia lo stesso Comune, che ha fatto bene dunque a sporgerla”. Così il governatore toscano Enrico Rossi ha commentato l’inchiesta della Procura di Livorno per turbativa d’asta e truffa allo Stato in occasione dell’alluvione dello scorso anno, indagine nell’ambito della quale è stato sottoposto agli arresti domiciliari l’ex responsabile della protezione civile del Comune labronico. 

La società Comunicaitalia, infine precisa quanto segue, con una nota arrivata in redazione. 

“Nicoletta Frugoli e Comunicaitalia compaiono, sia pure marginalmente, in alcune notizie relative a una indagine della Procura di Livorno, che riguarda sostanzialmente altri soggetti e ha altri obiettivi. Desideriamo sottolineare che la stessa Ordinanza della Procura, di natura puramente cautelativa, dichiara che la esistenza dei presupposti di un reato da parte della signora Frugoli è ancora da accertare.

Per parte nostra sappiamo per certo che tali presupposti non esistono nella realtà fattuale, e che la Procura lo confermerà dopo avere completato le indagini. Comunicaitalia rivendica una tradizione di correttezza e trasparenza assoluta nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, tale per cui non ha alcun timore di alcun accertamento da parte di chiunque.

Di più: invita formalmente tutti gli organi di informazione presso la sua sede, della quale sono aperte porte e finestre, per consentire loro di verificare direttamente con quale personale e con quali modalità opera”.