CAPESTRANO – Questa mattina Capestrano (L’Aquila) è stato scenario del “Primo Raduno della Seconda Zona Abruzzese degli Alpini”. Il paese aquilano ha infatto ospitato parte degli alpini abruzzesi per una manifestazione fatta di marce, onori ai caduti, conferenze e ritiri religiosi.
Promotore dell’evento Giorgio Di Toma, alpino capestranese, mentre tra i volti noti c’era Franco Marini, ex presidente del Senato e attuale senatore di origine abruzzese. L’evento è iniziato alle 10 nella piazza del paese e si è concluso alle 12 con la messa in onore degli alpini.
Sono stati oltre 200 le “penne nere” che hanno partecipato alla prima edizione dell’evento, e tra loro c’erano anche veterani della Seconda Guerra Mondiale. La manifestazione è stata inoltre seguita da molti cittadini.
L’organizzatore Giorgio Di Toma dice riguardo l’evento: “è stato organizzato in onore del 150esimo dell’Unità d’Italia. Infatti qui a Capestrano non era mai stato organizzato nulla e, anche per aiutare un po il paese martoriato dal sisma del 6 aprile 2009. Il raduno è riuscito benissimo, e speriamo che sia la prima edizione di una lunga serie”.
Paolo Bertoia, tenente colonnello in servizio all’Aquila, dice: “noi alpini portiamo zaini tutti quanti uguali, nel senso che non c’è differenza tra noi. Un esempio: se io sono colonello e i miei alpini si trovano in alta quota, se serve di spaccare la legna, io spacco la legna, e il nostro obiettivo è portare questo spirito d’unione e uguaglianza in tutta Italia”.
Enzo, invece, è un ragazzo di 20 anni che ha vissuto la manifestazione come civile, ed è rimasto affascinato dal mondo alpino: “questa manifestazione è stata un punto di contatto tra la realtà che ci hanno esposto oggi e la realtà di noi giovani. Noi viviamo ormai passivamente guerre, battaglie e marce, perché, come ha detto Marini, il fatto di non avere più la leva militare obbligatoria è penalizzante e ci ritroviamo quasi estranei a questo mondo.
Vulgo Caruso ha combattuto la Seconda Guerra Mondiale non come alpino ma come fante e, nonostante tutto, si trova soddisfatto dei giovani volontari militari: “per me che la guerra l’ho vissuta è bello vedere tanti giovani che si arruolano e che svolgono con passione quello che prima era un ‘mestiere obbligatorio’ e lo fanno essendo così affezionati alla patria da rischiare ogni giorno la propia vita”.





