PESCARA – Non si placano le polemiche contro l’assessore regionale al Sociale Marinella Sclocco, del Partito democratico, accusata di aver copia incollato da analogo documento della Regione Val D’Aosta, la bozza del Programma operativo regionale per l’Abruzzo del Fondo sociale europeo da mandare a Bruxelles. Palgio che sarebbe confermato da un  passaggio nel documento abruzzese in cui si citano incredibilmente “i servizi per l’impiego valdostani”.

Dopo il duro battibecco tra Sclocco e l’ex assessore regionale di Forza Italia Paolo Gatti, torna alla carica sull’argomento il consigliere regionale del M5, Leandro Bracco, che esibisce una nuova presunta, e schiacciante prova, dell’avvenuto plagio.

“Si legga a pagina 72 dell’edizione speciale del Bura numero 91 dello scorso 22 agosto – incalza Bracco – confrontando le dodici righe e quasi 1.400 caratteri di questo documento economico con quanto scritto a pagina 36 dello stesso documento della Valle d’Aosta, tutto è letteralmente identico. Di fronte all’evidenza delle carte, su quale specchio tenterà di arrampicarsi?”.

La Sclocco alle accuse di Gatti aveva ribattuto che si era trattato di un semplice refuso. Si era, cioè, usato come schema il piano valdostano per riempirlo di nuovi contenuti. Ed era così rimasta per una mera distrazione la frasetta incriminata dei “servizi per l’impiego valdostani”.

Giustificazione, ribatte ora Bracco, che non può più reggere se ad essere identici  sono interi passaggi dei due documenti.

“Non è un semplice refuso o errore tecnico come vorrebbe far credere l’assessore: la bozza di Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo da lei presentata all’Unione Europea contiene infatti un vero e proprio plagio e la cosa grave è il tasso di superficialità che lascia sbigottiti”.

“La Valle d’Aosta ha problematiche radicalmente differenti rispetto alla nostra Regione – afferma a tal proposito Bracco – ma per la Sclocco tutto è uguale. Invece di svolgere i compiti ai quali è stata chiamata dal presidente D’Alfonso, l’assessore ha semplicemente copiato un intero articolo senza batter ciglio. Ha atteso l’ultimo minuto utile dell’ultimo giorno per inviare il tutto all’Unione Europea. Il documento riguarda una cifra enorme di denaro, oltre 71 milioni di euro”.

“Immaginiamoci le risate che i supertecnici dell’Ue si faranno quando leggeranno le carte e verificheranno che si tratta di farina del sacco altrui. In un paese normale, la Sclocco sarebbe obbligata ad alzare i tacchi”, conclude.