ACCIANO – Nella Chiesa di San Michele Arcangelo di Beffi, piccola frazione del Comune di Acciano (L’Aquila) nella Valle Subequana , è stata inaugurata la mostra fotografica delle opere del Maestro del Trittico di Beffi. Resterà aperta fino al 27 giugno.

Gli scatti di Gino Di Paolo ripropongono copie fotografiche a grandezza naturale del Trittico di Beffi, dell’Albero dalle Sette Parole oltre a particolare degli affreschi presenti nei sott’archi e nella volta del Presbiterio della Chiesa di San San Silvetro all’Aquila.

La mostra, allestita in una chiesa ancora puntellata ma ugualmente vissuta dalla comunità locale, rappresenta il forte segnale di voler fare e guardare avanti nonostante le gabbie di ferro che ancora costringono le vite, i monumenti, il territorio.

Oltre al sindaco di Acciano, Fabio Camilli, erano presenti Cristiana Pasqualetti dell’Università dell’Aquila, Lucia Arbace, Soprintendente Bsae, Roberto Marotta, presidente della Fondazione Carispaq, Alfonso Lucrezi in rappresentanza di Walter Capezzali, presidente della Deputazione di storia patria, Lorenzo Santlli, presidente della Camera di commercio del capoluogo, Fosco De Paulis, vice presidente del Parco Velino Sirente, rappresentanti di altri Comuni della Valle Subequana, il consigliere Maurizio Capri del Comune dell’Aquila.

Il sindaco Camilli ha rivolto un grazie particolare a De Paulis per la sua idea della mostra, accolta dalla municipalità e poi condivisa dalle istituzioni. De Paulis, che oggi si definisce “giardiniere” già in passato ha dimostrato l’attaccamento alla sua terra e la voglia di promuovere il territorio attraverso calendari che facessero conoscere le bellezze della Valle Subequana.

Dopo le polemiche sulla possibilità di trasferire alcune opere del Museo nazionale d’Abruzzo presso Castello Piccolomini a Celano (L’Aquila) o in altre sedi, la Arbace ha rassicurato i presenti, dichiarando che il Trittico di Beffi non si muoverà se non per andare alla nuova sede del Museo presso l’ex mattatoio del capoluogo che verrà riqualificato.

Contestualmente ha annunciato che sono stati trovati i fondi per il restauro degli affreschi del Maestro del Trittico presenti nella chiesa di San Silvestro all’Aquila, lavori che partiranno nei prossimi giorni.

Sottolineando l’importanza di far conoscere il nostro patrimonio secondo il concetto di città territorio come realtà, Capri dal canto io si è impegnato a valutare la possibilità di inserire la mostra fra gli eventi della prossima Perdonanza Celestiniana.

L’esperta Pasqualetti, che ha dato una identità all’autore del Trittico, Leonardo da Teramo, ha spiegato come sia arrivata a questa conclusione. L’Abruzzo è un territorio ricco di opere ma anche di documenti e proprio attraverso l’unione di questi ultimi con le opere ha permesso di scoprire l’identità.

L’autore spostò la sua bottega Teramo a Sulmona ricevendo commesse da varie località. La sua opera è apprezzabile in ambiti tecnici diversi: le statue lignee, le miniature, gli affreschi.

Quello di Beffi rappresenta la prima opera di un abruzzese a forma di Trittico e nella stessa opera emerge una grande familiarità con tecniche orafe tanto da confermare la presupposta continuità fra Leonardo da Teramo e Nicola da Guardiagrele.

La tavola di Nicola da Guardiagrele, oggi agli Uffizi, testimonia la vicinanza all’opera di Leonardo da Teramo e quindi l’evidente formazione presso il Maestro del Trittico di Beffi.

Nel suo intervento Santilli ha sottolineato il piacere di chiamare l’autore Maestro del Trittico apparendo chiaro il suo non volerlo collocare in altre province.

In merito alla promozione del territorio attraverso l’immenso patrimonio culturale presente, da tutti sottolineata come importantissima in un’ottica di sviluppo, Santlli ha rappresentato come la Camera di commercio lo faccia attraverso le imprese presenti nel territorio e, menzionando l’antica fiera zootecnica di Acciano, ha invitato il sindaco Camilli a riproporla, visto che lo sviluppo del territorio dipende anche da una promozione turistica legata ad eventi caratteristici del luogo.

È auspicabile che quanto dichiarato dai partecipanti diventi sistema di promozione in sinergia fra istituzioni e non come spesso accade, un mero evento legato solo ad una piccola comunità e sconosciuto ai più.