L’AQUILA – “Promuovere una politica che riparta dall’ascolto dei cittadini, farsi carico delle loro istanze da rappresentanti liberi,non legati a logiche di partito, mettendo in campo l’esperienza maturata nelle amministrazioni dei territori”.

A palare è Roberto Santangelo, capogruppo di L’Aquila Futura al consiglio comunale dell’Aquila, che si è candidato alle elezioni regionali del 10 febbraio con Azione Politica, il movimento civico fondato dall’imprenditore Gianluca Zelli, che appoggia nella coalizione di centrodestra, il candidato presidente della Regione Marco Marsilio.

La chiusura della campagna elettorale è ormai alle porte. Come sono andati questi mesi di incontri?

Innanzitutto, abbiamo scelto di fare una campagna elettorale alla ‘vecchia maniera’, abbiamo percorso circa 11 mila chilometri per le strade della provincia dell’Aquila da Campotosto, a Balsorano, fino a Castel di Sangro, per incontrare tutti i cittadini, anche coloro che vivono nei piccoli centri dell’entroterra abruzzese.

Credo che oggi si tenda a ‘spersonalizzare’ la campagna elettorale: spesso gli elettori vengono raggiunti soltanto dai WhatsApp, invece noi vogliamo ancora il contatto umano, perché la politica è prima di tutto è ascolto, è capire le problematiche che vivono quotidianamente i cittadini per poter mettere in campo delle soluzioni. Abbiamo fatto incontri anche con 10-15 persone, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di poter parlare con un candidato consigliere alla Regione.

In alcuni luoghi non vengono più appesi neanche i manifesti elettorali, noi al contrario crediamo nella politica “Porta a Porta” e stiamo proponendo i nostri temi e le nostre idee per un Abruzzo migliore.

Perché un cittadino dovrebbe votare Azione Politica?

Il nostro gruppo civico non è nato in questa tornata elettorale esiste da due anni e al Comune dell’Aquila conta due consiglieri comunali (Santangelo e Luca Rocci) e un assessore (Francesco Cristiano Bignotti); abbiamo decine di amministratori su tutto il territorio regionale.

Siamo l’unica vera forza civica di tutti gli schieramenti politici perché abbiamo raccolto 7 mila firme, gli altri movimenti civici sono ricorsi a un escamotage di non raccogliere alcuna firma per poter presentare la candidatura. Abbiamo fatto questa scelta sia perché era imposto dalla legge, ma anche per avere i primi 7 mila contatti con gli elettori, un primo “banco di prova” diciamo.

Oggi Ap vanta un’esperienza maturata all’interno delle amministrazioni, considerando che la nostra è una lista giovane, nella provincia dell’Aquila la media dei candidati è di 38 anni. In qualche modo vogliamo “svecchiare” la politica, ma con l’esperienza: in Regione si fanno le leggi e bisogna sapere come funziona la macchina amministrativa.

Sul centrosinistra cosa pensa e che percezione ha avuto parlando con gli elettori?

La mia percezione, emersa dopo aver ascoltato i cittadini, è che il centrodestra sia in vantaggio, perché l’eredità lasciata dall’ex governatore Luciano D’Alfonso è viva ed è sotto gli occhi di tutti: le aree interne sono state dimenticate, i soldi del Masterplan sono stati concentrati su un asse Chieti-Pescara e i nostri territori, Sulmona, L’Aquila e Avezzano sono stati marginalizzati.

Da dove deve ripartire quindi la Regione? Quali sono le priorità e gli impegni che porterà in Consiglio, qualora fosse eletto?

Bisogna puntare a un collegamento ferroviario forte con Roma: abbiamo già un percorso realizzato con Rieti, basterebbe costruire un tronchetto sulla via Salaria per Poggio Mirteto. Dico questo perché l’autostrada, che è stata il volano delle aree interne e che ha favorito gli insediamenti industriali, in qualche modo oggi è un elemento frenante. Basti pensare che per andare a Roma il pedaggio supera i 13 euro, per Cocullo dal capoluogo di regione il costo è di 9 euro, quindi la spesa per lo spostamento delle persone, ma anche dei materiali, è diventato insostenibile.

C’è poi la questione del declassamento della Questura dell’Aquila, una questione su cui lei ha lanciato un allarme…

Sì, l’altro giorno abbiamo lanciato questo allarme sul declassamento della Questura del capoluogo abruzzese nel piano di riordino nazionale: il rischio che il capoluogo possa passare da una prima fascia, cioè di alto livello per le funzioni che svolge, ad una terza, ci ha spinto ad allertare subito il nostro sindaco, Pierluigi Biondi, che si è messo in contatto con il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, e per fortuna ci sono state delle parziali smentite. 

La verità è che non si perdono posti di lavoro all’interno della Questura, ma si potrebbero svuotare le funzioni e quindi in qualche modo la capacità di incidere sul territorio potrebbe venire meno.

Continueremo comunque a seguire la vicenda e a tutelare con forza uno dei presidi centrali per la sicurezza della nostra provincia. Azione Politica risponde solo alle logiche del nostro territorio, non abbiamo vincoli di partito, non dobbiamo tacere di fronte a situazioni come questa, abbiamo preso, ancora un volta, le difese della nostra città.