L’AQUILA – Ora politica e impresa di L’Aquila e di Zibo, metropoli con popolazione cinque volte quella dell’Abruzzo, sono a lavoro per rendere concreti gli scambi commerciali di cui hanno parlato nell’intensa giornata che la delegazione cinese ha trascorso nel capoluogo abruzzese, e già si pensa a un collegamento aereo diretto da Pescara.

Una visita iniziata ai Laboratori nazionali dell’Istituto di fisica nucelare, sotto al Gran Sasso, proseguita al Tecnopolo d’Abruzzo, incubatore di imprese sorto sulle ceneri del glorioso polo elettronico aquilano, e terminata allo stabilimento farmaceutico Dompè, punto di riferimento del comparto in Abruzzo ma non solo, in cui imprenditori e rappresentanti della municipalità di Zibo hanno incontrato, tra gli altri, il presidente della Regione, Giovanni Lolli, il sindaco, Pierluigi Biondi, e la rettrice Paola Inverardi.

“Siamo veramente molto lieti di avere questa opportunità di incontrare amici italiani”, ha detto il sindaco di Zibo Gai Weixing, “speriamo che tramite questo primo incontro possiamo avere, in futuro, collaborazioni concrete”.

“Faremo tutto il possibile per sostenere le nostre imprese a investire qui da voi”, ha aggiunto, “l’auspicio è che possiamo rafforzare gli scambi commerciali tra le due realtà, promuovendo lo sviluppo dei due territori per avere un risultato vantaggioso reciprocamente”.

“L’auspicio è quello di coinvolgere realtà ad alta tecnologia cinesi che magari non sono così protagoniste come potrebbero esserlo nella ricerca dei Laboratori del Gran Sasso, su progetti finalizzati che siano sia propedeutici alla realizzazione degli obiettivi di ricerca, sia con ricadute indirette, tecniche e tecnologiche, in Cina”, ha spiegato Davide Roncaglioni, manager che ha organizzato la visita assieme all’aquilano Alberto Leonardis, “in Cina c’è un programma nazionale di lunghissimo periodo con obiettivi di leadership tecnologica in una serie di settori per cui il capitale cinese sta investendo pesantemente in giro per il mondo”.

“Se l’Italia è ancora competitiva e attrattiva? Sì, soprattutto per la forza dei nostri ricercatori”, ha fatto osservare Roncaglioni, “magari manchiamo di mezzi e l’attenzione da parte dello Stato potrebbe crescere, però la formazione dei nostri tecnici, ricercatori, ingegneri, è ancora di punta”.

“Molte aziende cinesi hanno già investito e continuano a investire in Abruzzo”, ha ricordato Lolli, “evidentemente l’interesse c’è. Cosa si trova in Abruzzo? Un ambiente tecnologico e predisposto, non assomiglia, da questo punto di vista, ad una regione meridionale. All’Aquila, ad esempio, c’è una concentrazione di attività tecnologiche, innovative e di ricerca così importante che sicuramente è un ambiente che può accogliere investimenti di un paese pieno di capitali che va alla ricerca di creare nuovi investimenti anche per aperture a nuovi mercati”.

“La disponibilità di talenti è uno degli elementi di attrazione di ogni impresa, ma anche la possibilità di essere un’università molto internazionale e che quindi può permettere anche a loro studenti di venire qui a fare un pezzo di formazione è importante”, ha fatto notare la rettrice Inverardi.

Infrastrutture tecnologiche ma anche e prima di tutto tradizionali: il presidente della Saga, la società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Enrico Paolini, si è detto disponibile a mettere a disposizione lo scalo anche per collegamenti diretti.

“Siamo una compagnia pubblica quindi promuoviamo il territorio e le aziende senza interessi diretti privati, questo è un grande vantaggio per gli investitori”, ha spiegato, “c’è una grande necessità di collegamenti aerei tra l’Europa, l’Italia e la Cina, i grandi aeroporti sono saturi e con le compagnie locali non riescono a fare molto di più di quello che già fanno, quindi abbiamo proposto al sindaco di Zibo di creare un contatto con l’aeroporto che loro utilizzano, a 70 chilometri da Zibo, e con la compagnia aerea nazionale per ipotizzare un collegamento diretto”.

“I rapporti tra L’Aquila e la Cina non sono dell’altroieri, questa città ha tratto le sue maggiori ricchezze nel momento in cui ha saputo aprirsi agli scambi, al confronto e alle contaminazioni”, ha fatto osservare il sindaco Biondi, “è una città unica per la sua posizione, per la sua capacità di fare formazione e ricerca e perché ancora gode di un sostegno pubblico agli investimenti con risorse importanti che possono essere decisive”.

“Stiamo cercando di facilitare contatti tra i mondi imprenditoriali e istituzionali, entrambi questi mondi devono portare allo sviluppo locale”, ha detto Roberto Romanelli, direttore del Tecnopolo ricordando come nel sito aquilano ci siano già aziende che parlano fino a cinque lingue diverse.

“Abbiamo appena lanciato un fondo che investe nel sud Italia, compreso l’Abruzzo, uno dei maggiori contributi che può dare un team come il nostro non è soltanto le risorse finanziarie ma soprattutto l’esperienza necessaria a gestire relazioni internazionali complesse”, ha spiegato Sergio Buonanno, amministratore delegato di Invitalia Sgr.

“Abbiamo individuato delle opportunità di sviluppo per alcune realtà abruzzesi in Cina e dall’altro lato stiamo mettendo in campo delle opportunità per attrarre delle aziende cinesi nel nostro territorio. Ci sono linee di finanziamento pubblico interessanti, c’è un tessuto industriale all’avanguardia e ci sono università che funzionano, l’importante è rimboccarsi le maniche”, è stata l’esortazione di Leonardis.

“Questi confronti sono importanti perché permettono di aprirci alle realtà industriali nel mondo, avere contatti e creare partnership e presentare le eccellenze italiane come la nostra”, ha detto Annaletizia Baccante, responsabile dello stabilimento del capoluogo regionale e dell’intera area industriale.

“Loro possono sicuramente offrire degli sbocchi all’estero e anche delle partnership di ricerca e sviluppo che possono essere importanti in un panorama in cui è necessario ottimizzare le risorse, noi possiamo offrire l’intelligenza, il saper fare e le abilità della cultura italiana”. (m.sig.)