L’AQUILA – “Senza voler toccare la suscettibilità delle persone, sono contro gli ultimatum. Credo nella forza della coalizione, è il bene supremo. Chi vuole provare a vincere deve credere fino all’ultimo secondo che si possa comporre, l’ultimatum ha il sapore dell’interesse rivolto a una percentuale di partito e al successo personale”.
Così il consigliere comunale uscente dell’Aquila Guido Liris, vice presidente regionale di Forza Italia, risponde ai microfoni di AbruzzoWeb al diktat fatto sempre su questa testata sul tema caldo delle possibili primarie del centrodestra da parte del candidato in pectore di Noi con Salvini, Luigi D’Eramo, che intervistato ha chiesto pre-consultazioni entro i primi di marzo minacciando, altrimenti, la corsa separati.
Un obiettivo, quello dell’unità della coalizione, che alla luce degli scenari di oggi appare difficilmente raggiungibile dal centrodestra, ma Liris lo ripete più volte quando parla della richiesta, che gli è stata fatta a cena da molti consiglieri uscenti, di candidarsi a sindaco.
“Quando ti arrivano queste proposte non puoi che prenderle in considerazione in maniera lusingata, perché una parte di vanità l’abbiamo tutti – ammette – La mia non deve essere l’ennesima candidatura, non la quarta, ma ho chiesto che ci sia la possibilità di esplorare le possibili convergenze intorno al mio nome per unire il centrodestra e non dividerlo ulteriormente, altrimenti non ha motivo d’essere”.
“A me piace vincere, si vince solo se la coalizione è unita, ha senso scendere in campo solo se una coalizione unita punta sul mio nome”, ribadisce, puntando a “presentare una proposta, forte, unica, alternativa, da contrapporre all’attuale modello ristretto e provinciale che ha voluto imporre il centrosinistra”.
Liris non risparmia critiche a un altro dei candidati in campo, l’ex manager Asl Giancarlo Silveri, che ha criticato la dinamica della richiesta fatta dai consiglieri che presto non siederanno più in aula, evidenziando che avrebbe dovuto pensarci il partito.
“Un’affermazione forse un po’ di pancia, i consiglieri comunali, quelli seduti a cena, ma anche gli altri, meritano di tornare in Consiglio, magari con una capacità più efficace di stare insieme – è la risposta – Comunque Silveri è un amico e voglio che rimanga tale”.
A proposito di amici, sempre ad AbruzzoWeb l’ex sindaco di Villa Sant’Angelo Pierluigi Biondi, amico di lunga data, ha assicurato che non sfiderebbe a ogni costo Liris pur di entrare in Consiglio come candidato sindaco non eletto, ma non cela comunque l’ambizione di sedersi nell’aula consiliare.
“Ci mancherebbe che, dopo aver dimostrato negli anni capacità e qualità, Pierluigi non avesse ambizione di sedere sugli scranni del Comune e perché no, su quello più alto. Non aveva bisogno di dimostrare con l’intervista la sua lealtà”, la replica lapidaria.
Infine le sue ambizioni che non si fermano alla corsa alla fascia tricolore, come insinuato da qualcuno.
“Quando ci si appassiona dai 14 anni al gioco della politica, ascoltando la gente e senza avere macchie, qualsiasi ambizione e legittima – rivendica Liris in conclusione – A volte si può riporre per altre battaglie la propria disponibilità, ma non si tira mai indietro la gamba quando il gioco si fa duro e oggi siamo in un momento cruciale”.





