L’AQUILA – “Il sostegno di Giorgio De Matteis alla mia candidatura a sindaco è gradito? Dipende. Se si tratta di un appoggio di tipo personale è il benvenuto. Se invece presuppone una richiesta di privilegi particolari per una parte politica, decisamente e assolutamente no”.

Così ai microfoni di AbruzzoWeb l’attuale vice sindaco dell’Aquila, Nicola Trifuoggi, spiega il suo “ni” alla convergenza sul suo nome come futuro candidato primo cittadino, giunta da parte del gruppo misto civico-politico legato all’ex vice presidente del Consiglio regionale De Matteis, che proprio a questo giornale per primo ha ufficializzato il suo appoggio.

Trifuoggi appare circospetto, anche in virtù dell’imbarazzo di far parte di una Giunta di centrosinistra rappresentante di una coalizione contro la quale, presto o tardi, dovrà schierarsi se proseguirà nel suo progetto, cosa di cui pare avere tutta l’intenzione.

Tanto che, spiega sempre a questo giornale, “andando avanti su questa strada, io non potrò continuare a fare il vice sindaco e contemporaneamente iniziare una campagna elettorale come avversario, mai nemico, contro i partiti di questa maggioranza”.

Aria di dimissioni, quindi, ma quando? “Vediamo come va a finire il bilancio e poi ci regoliamo”.

Nessuna possibilità di partecipare alle primarie del centrosinistra, come gli ha chiesto il sindaco uscente, Massimo Cialente.

“Non vedo perché dovrei partecipare alle primarie del centrosinistra, ci parteciperà chi fa parte di quella coalizione, io sto proponendo uno schieramento alternativo e trasversale che prescinde dalla volontà, dalle logiche e dalle imposizioni dei partiti”, è la risposta tombale.

Cialente ha spesso cacciato su due piedi dalla Giunta chi si è messo contro di lui, come Lelio De Santis dell’Italia dei valori. Perché non lo fa con Trifuoggi?

“Le mie prese di posizione non sono contro la Giunta, il sindaco si è mosso quando qualcuno ha criticato l’operato della Giunta o dell’amministrazione – risponde – io non sto facendo questo discorso ma mi proietto nel futuro e mi auguro che quest’amministrazione arrivi alla sua fine naturale, nonostante gli enormi e forse insuperabili problemi dell’approvazione del bilancio”, che proprio oggi si discute in aula.

L’ex procuratore assicura che “fino a quando rimarrò a fare il vice sindaco, con lealtà collaborerò con quest’amministrazione come tecnico, così come mi era stato richiesto. Se poi il sindaco ritiene, in qualsiasi momento può revocare le deleghe che mi ha dato”.

Nel primo “embrione di programma” trifuoggiano, una “parte politica completamente esclusa per quanto riguarda gli apparati di partito, non per quanto riguarda gli elettori”, e poi “dovranno essere candidati e mi auguro saranno eletti numerosi giovani, la classe dirigente del futuro di questa città” mentre l’obiettivo è “quello di una rinascita anche economica dell’Aquila, di un’amministrazione trasparente che viaggi sempre sul solco della legalità”.

Al momento di votare tra circa un anno Trifuoggi sarà vicino a compiere 75 anni. Pensa di avere le energie fisiche e mentali per cinque gravosi anni che lo porterebbero a concludere il mandato a quota 80?

“Per il momento evidentemente sì, ma non intendo lanciare una brillante carriera politica per il futuro, ho la presunzione e il desiderio di allevare una nuova classe politica. E comunque, alla fine di questa esperienza mi farei da parte”, conclude.