L’AQUILA – Delle due l’una: o la circolare di ieri del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che invita i dipendenti del Comune a essere più cortesi ed educati con i cittadini, ha miracolosamente funzionato, oppure si è trattata solo di una raccomandazione superflua.
Con quell’atto il primo cittadino ha disposto che, d’ora in poi, nel rispondere al telefono i dipendenti usino una formula di cortesia ben precisa: “Pronto, buongiorno Comune dell’Aquila, sono Tizio e Caio”.
Chi persevererà nella scortesia, ha aggiunto, “può cambiare lavoro o mettersi in aspettativa”: linea dura nata dopo tante segnalazioni e l’ultima goccia, il maltrattamento di una donna straniera davanti ai suoi occhi, oltre a quello del padre novantenne del sindaco, Umberto, invitato poco educatamente in dialetto a procurarsi da solo i cassonetti per i rifiuti.
L’inviato di AbruzzoWeb in Comune è stato comunque accolto da educati “buongiorno” e cordiali “arrivederci” e da una generale cortesia e disponibilità da parte di tutti i dipendenti negli uffici e nei corridoi. A cominciare dagli uscieri e compresa un’addetta delle pulizie.
“A me è sempre capitato di rispondere educatamente, sia di persona che al telefono – spiega Caterina Lombardi – È la prima cosa che ci hanno insegnato quando siamo stati assunti qui in Comune”.
“E mi hanno sempre ringraziato per il mio modo di pormi, anche quando ho avuto a che fare con persone comprensibilmente nervose, perché magari hanno perso il lavoro, o avevano complicati problemi burocratici da risolvere”, aggiunge.
Alla signora Lombardi non risulta neanche “che ci sano colleghi che si comportano in modo scortese”.
“Speriamo che l’educazione venga spontanea, non dovrebbe servire una circolare, al telefono io cerco di esserlo più possibile. Siamo pagati per essere educati” , fa notare il suo collega Giuseppe Milanese, che poi saluta calorosamente.
“Per la mia mansione – spiega infine un altro dipendente, Claudio Cerasoli – ho pochissimi rapporti con i cittadini, mi limito a essere cortese con il personale con gli utenti interni, non credo il sindaco si riferisca a questo settore”.
Comunque anche lui sottolinea che “non servirebbe una circolare, dovrebbe essere normale essere educati”.
Si incrociano infine anche due cittadini che attendono in incontro con l’assessore Lelio De Santis, che, uscito in quel momento dalla sua stanza, assiste al siparietto.
“Intanto posso dire che l’assessore è una persona molto disponibile” premette il primo, e l’altro scherzando aggiunge: “E ci mancherebbe che proprio adesso ti metti a dire che è un maleducato!”.
Aggiunge poi il primo: “Devo dire che i dipendenti con cui ho avuto a che fare hanno sempre mostrato molta cortesia e disponibilità”.
“Educati lo saranno pure, il problema è la loro presenza in ufficio, quando ti servirebbe un dipendente per risolvere una pratica spesso non lo trovi…”, chiosa l’amico. Ma questa è un’altra storia.





