L’AQUILA – Un nuovo balzello di migliaia di euro per gli aquilani alle prese con la ricostruzione dei loro alloggi danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 è scattato dal 1° gennaio di quest’anno.

Sono infatti schizzate alle stelle le spese notarili, gratuite fino al 31 dicembre scorso, per il riaccatastamento delle abitazioni una volta finiti i lavori, quando lo Stato “ritrasferisce” la proprietà al cittadino che l’aveva temporaneamente ceduta.

La stangata riguarda due casi in particolare: l’abbattimento e ricostruzione completa di un edificio oppure l’acquisto di un alloggio equivalente in sostituzione di quello precedentemente distrutto.

Il primo a portare alla luce il caso è l’ex sindaco dell’Aquila, Enzo Lombardi, che punta l’indice contro “una questione spinosa ma che, fino a oggi, nessuno ha affrontato, tranne gli stessi notai, che stanno lottando con la direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate” e sottolinea la “disparità di trattamento” tra prima e dopo.

“Fino al 31 dicembre dell’anno scorso il rientro nelle abitazioni ricostruite o ristrutturate con modifiche avveniva con atto notarile e venivano restituite in proprietà una volta finiti i lavori, tutto questo gratuitamente – spiega Lombardi ai microfoni di AbruzzoWeb – I notai prendevano il proprio compenso ma non facevano pagare nessuna imposta al momento della riassegnazione dell’immobile”.

“Dal 1° gennaio – prosegue – i notai sono stati invitati dalla direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate a far pagare a chi rientra in una casa distrutta e ricostruita quello che si dovrebbe pagare in caso di vendita dell’immobile: se voglio riavere la mia casa, è come se lo Stato me la vendesse. Ma lo Stato ha ricostruito una casa che era mia!”.

Va detto che nel vecchio regime non tutto era gratuito: era previsto il pagamento di 600 euro per l’atto preliminare e altri 600 per l’acquisto di una nuova casa, per un totale di 1.200 euro.

Per chi ci si trova ora, però, va molto peggio: la commissione è salita all’1% del valore complessivo. In uno stabile da 1 milione di euro sono 10 mila euro da pagare, divisi tra gli eventuali proprietari. Un bel salasso.

Da quanto si apprende, una norma nazionale ha abrogato ogni agevolazione previste da leggi speciali e ora la direzione provinciale fa applicare rigidamente le nuove disposizioni.

Una gabella che, secondo l’ex senatore, non piace neanche a chi la incassa. “È un discorso che i notai stanno affrontando inutilmente: mi dicono che ce l’hanno messa tutta a far cambiare questa disposizione dell’Agenzia – prosegue – ma la direzione provinciale, con poca avvedutezza, crea una disparità di trattamento che sarebbe assolutamente da aborrire tra quelli che hanno riavuto casa fino al 31 dicembre e quelli che la riavranno oggi, e sono tantissimi”.

L’importo dipende dalla grandezza degli immobili. Si tratta di una percentuale dell’1 per cento, su 1 milione fanno 10 mila euro e così via. Sono cifre che sicuramente non potranno trovare la possibilità di essere pagate dalla stragrande maggioranza dei cittadini, peraltro in un momento così difficile.

Per ovviare, secondo Lombardi, “ci vuole una buona iniziativa a livello ministeriale, così da concludere questa vicenda immediatamente. Se i notai restano fermi a fare questi atti – ricorda – i cittadini che potrebbero rientrare continuano a occupare gli alloggi che potrebbero servire ad altri cittadini e continuano a percepire l’autonoma sistemazione”, sottolinea.

Le istituzioni, per ora, non hanno sollevato il problema. “In Consiglio comunale o nelle discussioni pubbliche non ne ho sentito parlare, io l’ho saputo quando sono andato a vedere come sarebbe stata trattata la mia proprietà perché gli intoppi sono continui e i notai mi hanno fatto presente questo disagio. Per la povera gente sarà un grosso guaio finanziario”, conclude.

INCONTRO LAMPO CON TRIFUOGGI, ”FORSE NON GRADITO”

È durata solo pochi minuti la visita dell’ex sindaco dell’Aquila, Enzo Lombardi, al nuovo vice sindaco del capoluogo, Nicola Trifuoggi, per illustrargli le sue 33 relazioni svolte nella scorsa consiliatura come presidente della V commissione consiliare, quella che si occupa di Controllo e garanzia.

A raccontarlo è lo stesso Lombardi ai microfoni di AbruzzoWeb, adombrando il dubbio, subito però fugato, di essere stato liquidato, ma assicurando che continuerà a segnalare al nuovo garante comunale della legalità le cose che non sono andate o non vanno dell’amministrazione di Massimo Cialente.

“A parte l’attesa di un’ora che posso pure comprendere, la visita è stata interrotta dopo 5 minuti dall’ingresso di una collaboratrice del sindaco che è venuta a dire che il sindaco cercava il vice sindaco e lì è finito il discorso”, spiega.

“Mi è venuto anche il dubbio, una volta si usava che per far finire un colloquio non gradito uno dicesse alla segretaria ‘fra 5 minuti entra e di’ che c’è una telefonata urgente’ – prosegue Lombardi ricordando i ‘vecchi tempi’ – Spero che non sia questo, conosco la probità di Trifuoggi e non credo che possa essere attribuito un fatto del genere a uno che, seppure in pensione, è un procuratore della Repubblica”.

A questo punto il rapporto diventerà epistolare. “Gli ho annunciato che avrei fatto delle lettere a lui dirette, e la prima è già partita, in cui gli sottopongo problematiche, atti, accadimenti, evenienze e quant’altro, che possono avere bisogno del suo interessamento sull’etica dei comportamenti e anche sulla legittimità e legalità degli atti”, continua.

“Gli ho scritto di interessarsi alle 25 deliberazioni che io ho scritto e che sono state approvate dalla commissione e dal Consiglio comunale e che, però, nessuno ha eseguito – sottolinea – Senza queste proposte, nessuna deliberazione che riguardi la ricostruzione sarebbe mai venuta dal sindaco, dalla Giunta, dagli assessori tranne qualche volta Pietro Di Stefano”.

“Ma tutte sono rimaste eluse e quindi è ancora più grave, perché tracciavano molti sentieri di natura generale che oggi mancano alla ricostruzione, che avviene con migliaia di cose che non sono in un contenitore organico”, conclude. Alberto Orsini