L’AQUILA – Non c’è un terzo uomo coinvolto nella slavina che ieri pomeriggio ha travolto a campo imperatore l’aquilano Mario Celli, ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Teramo, e suo fratello Paolo, scampato miracolosamente alla tragedia.
Contrariamente a quanto comunicato da una nota ufficiale del Corpo Forestale dello Stato che ieri parlava di una terza persona coinvolta nell’incidente, la polizia di Stato ha “chiarito definitivamente” la dinamica dell’incidente, in una conferenza stampa convocata questa mattina dall’assistente capo Alberto Giuliani, giunto sul posto per primo insieme ad Andrea Antonetti, agente della Polizia municipale, 5 minuti dopo la segnalazione del 113.
“Dopo aver prestato i soccorsi, abbiamo fatto un percorso in valanga per accertarci che non ci fossero altre persone coinvolte e non ce n’erano. Quando siamo arrivati sul posto c’era Paolo Celli che stava scavando e aveva disseppellito la testa del fratello. Lo ha trovato tramite il rilevatore Arva – afferma Giuliani – Abbiamo scavato con la pala per liberarlo dalla neve, poi è arrivato l’elicottero con a bordo i medici del 118 e del soccorso alpino, insieme al cinofilo della Guardia di finanza. In quel momento sono iniziate le manovre di rianimazione incessanti fino al momento del trasporto a Teramo”.
La situazione che si è presentata agli occhi dei soccorritori non faceva ben sperare, come racconta l’assistente capo: “Credevamo fosse morto, ma non ne avevamo la certezza medica. Non abbiamo avuto modo di parlare con il fratello rimasto illeso. Paolo ora si trova all’ospedale con Mario”, prosegue.
“Ieri il bollettino Meteomont dava pericolo 3, marcato, inoltre c’era stata la nevicata precedente, quindi alcuni fuoripista in questo periodo con queste condizioni sarebbero da evitare – dice l’ispettore superiore della Polizia Pierluigi Baldi – Quella zona che non si trova nel comprensorio sciistico, deve essere affrontata quando c’è la possibilità: bisogna prima visionare il bollettino e verificare se ci sono le condizioni per affrontare certi gli itinerari”.





