L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha approvato il Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpefr) 2014-2016, primo passo nel complesso percorso dell’approvazione dei documenti di bilancio entro fine anno.
Dopo una verifica in aula, il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, ha aggiornato la seduta a domani, lunedì 30 dicembre alle ore 12, per consentire ai capigruppo di esaminare i 292 emendamenti depositati.
La seduta è cominciata alle 19.15 circa ed è slittata in serata con due rinvii nonostante fosse stata convocata alle ore 15 per permettere di attivare trattative nel tentativo di trovare una intesa alla luce del muro contro muro che va avanti da 3 giorni tra maggioranza di centrodestra e opposizioni.
Si sono svolte riunioni in seno alle due coalizioni per mettere a punto la strategia per sbloccare la situazione di stallo: il centrodestra punta ad approvare il bilancio entro il 31 dicembre prossimo, il centrosinistra vuole l’esercizio provvisorio per correggere nel mese di gennaio “un bilancio falso” alla luce dei rilievi della Corte dei conti.
Secondo le opposizioni, la magistratura contabile ha sentenziato che si deve approvare il documento dopo il licenziamento dei rendiconti degli ultimi due anni al fine di avere dati e somme certe.
Rilievi che la maggioranza rispedisce al mittente che, comunque ha, dalla sua l’azione ostruzionistica degli emendamenti per paralizzare i lavori.
“La Corte dei Conti ha certificato le bugie di Chiodi e il suo finto risanamento di questi anni che si è concluso con un bilancio giuridicamente e tecnicamente falso”.
Così il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, nella conferenza stampa domenicale di una larga parte delle opposizioni a palazzo dell’Emiciclo, al termine di una prima maratona notturna durata fino alle 4, in cui le forze di opposizione di centrosinistra hanno denunciato “le irregolarità presenti nelle bozze di bilancio e finanziaria 2014 proposte dalla maggioranza di centrodestra”.
Al centro della diatriba, la nota della Corte dei conti inviata il 18 dicembre scorso che, da quest’anno, in virtù dell’inserimento in Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio, ha la competenza del controllo, che secondo le opposizioni chiede alla Regione di approvare i rendiconti degli ultimi due anni, per verificare la fondatezza dei conti nel bilancio e nella finanziaria 2014 e poi dare il via libera.
Per la maggioranza di centrodestra, che rivendica l’azione di risanamento, i dati, sia pure ufficiosi, sono stati inviati e comunque la mancata approvazione dei rendiconti del 2012 e del 2013 non è un ostacolo ad approvare i due documenti entro il 31 dicembre.
Le minoranze dicono no e chiedono “una operazione verità” con il ricorso all’esercizio provvisorio per andare all’approvazione nel mese di gennaio dei rendiconti e poi del bilancio.
Un’azione che, secondo D’Alessandro “durerebbe pochi giorni e darebbe alla Regione un bilancio su somme certe ma che Chiodi non vuole fare perché emergerebbe la grande menzogna”.
D’ALESSANDRO: “BILANCIO FALSO, BUCHI VERI”
“Abbiamo il timore che, approvando un bilancio falso, nelle prossime settimane si producano buchi veri con bilancio e finanziaria regionali aggrediti dal governo e dalla Corte dei conti”, l’allarme lanciato da D’Alessandro.
Per il capogruppo del Pd questo è uno dei motivi principali per i quali “le opposizioni andranno avanti decise anche con la tattica ostruzionistica delle centinaia di emendamenti, per costringere la maggioranza di centrodestra a varare l’esercizio provvisorio per poi approvare, come chiede la Corte dei conti, i rendiconti 2013 e 2014 e infine bilancio e finanziaria”.
“L’ESERCIZIO PROVVISORIO NON FA NULLA”
“Con l’esercizio provvisorio non succederebbe nulla – ha assicurato – si andrebbe avanti con risorse certe e cioè con un dodicesimo delle spese, tutto ciò considerando che in Abruzzo siamo in regime di prorogatio per via della fine posticipata della legislatura, e non si possono fare leggi di spesa se non straordinarie. E non è vera la storia che senza approvare il bilancio non si possono ridurre le tasse perché nella bozza non c’è questa misura”.
“RIFORME A COSTO 0, INVECE RESTANO PREBENDE”
Nel bocciare l’amministrazione Chiodi l’esponente Pd ha riaffrontato il tema del “pacchetto di riforme a costo zero che abbiamo proposto ma che il centrodestra non vuole fare. Siamo nel periodo peggiore nella storia della regione che è un ente morto rispetto a quando Chiodi si è insediato – ha attaccato ancora – 90 mila persone hanno perso il lavoro o non ce l’hanno, c’è un numero rilevante di cassintegrati, si è verificato il più grande numero di moria di imprese e questo bilancio anziché dare risorse e approvare leggi di riforma a costo zero, si basa su valori presunti”.
“Ci sono 6 società di gestione dell’acqua, 5 aziende per le case popolari, 3 società di trasporto pubblico, 4 enti per lo sviluppo economico, noi abbiamo proposto per ognuno dei comparti un unico soggetto ma non se ne fa niente perché il centrodestra deve mantenere le prebende per rimanere in sella”, ha concluso.
GLI ALTRI
Alla conferenza c’era una grossa fetta della minoranza, mancavano solo gli esponenti comunisti (Rifondazione – Comunisti italiani) e l’Unione di centro.
Per il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico (Pd), già assessore al Bilancio nella precedente legislatura, “dalla maggioranza c’era e c’è una fretta propagandistica che non corrisponde alle esigenze vere della popolazione della Regione. Tutto è assorbito da sanità, trasporti, mutui e pagamento degli stipendi – ha aggiunto – è un bilancio completamente scollegato dalle urgenze e dalle esigenze della società abruzzese, ma la maggioranza non vuole discuterne”.
“Non è un documento di programmazione, non programma nulla – ha obiettato Gino Milano di Centro democratico – Va letto alla fine di un quinquennio, invece è solo un vuoto indicatore di futuro”
Per Lucrezio Paolini (Italia dei valori), “con la richiesta di sospensiva abbiamo esercitato un nostro diritto-dovere, ipocrita non è l’opposizione ma il presidente Chiodi. Ieri da parte sua e dell’assessore al Bilancio Carlo Masci c’è stata una autoesaltazione che stigmatizziamo”, ha contestato
Giuseppe Di Pangrazio (Pd) ha accusato la presenza di “due falsi, oltre a quello sulla relazione della Corte dei conti l’altro è sulla mancanza di analisi rispetto a ciò che questa Giunta non ha fatto. In Abruzzo c’è stato un crollo dell’occupazione – ha ricordato – 31 mila posti di lavoro in meno rispetto al 2012. Senza dati certi sull’Abruzzo le risorse non capiscono dove andarle a mettere”
Sempre il consigliere democrat marsicano ha fatto notare che “non c’è una sola parola sulla ricostruzione. Comuni, la Provincia e l’Università si sono ripresi le loro competenze su questo argomento, invece la Regione è spogliata e nessuno ne parla, neanche i consiglieri di questo territorio”.
Secondo Franco Caramanico (gruppo misto, in quota Sinistra ecologia libertà) “è l’ultima occasione per la Giunta per fare il resoconto di un’intera legislatura, la programmazione è mancata in modo pesante. Non c’è stato uno strumento in vari campi: edilizia, urbanistica, acque eccetera”.
L’incontro con la stampa cade dopo due giorni di lavori nelle commissioni consiliari riunite congiuntamente e segna l’ufficiale rottura e il duro scontro tra i due poli, proprio nell’ultimo anno di mandato dell’amministrazione guidata dal presidente, Gianni Chiodi, e quindi alla vigilia della campagna elettorale.
La commissione Bilancio ha approvato con i voti della maggioranza ieri sera intorno alle 23 le bozze di bilancio e finanziaria, che sono finalmente approdate in aula dopo due giorni di tira e molla.
Nella notte i lavori sono stati caratterizzati dalla discussione generale con numerosi interventi soprattutto dei consiglieri del centrosinistra che hanno bocciato i 5 anni di governo dell’amministrazione di centrodestra.
All’alba il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, ha decretato l’aggiornamento a questo pomeriggio.





