L’AQUILA – Sono sei gli indagati per appropriazione indebita nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila sull’Accademia dell’immagine, ente culturale nato nel 1993 e oggi a serio rischio liquidazione dopo un’assemblea dei soci che di fronte al bivio, salvezza o liquidazione, non ha imboccato nessuna strada, con la palla che ora passerà al tribunale.
Gli indagati, come spiegato dal quotidiano Il Messaggero, sono Gabriele Lucci, fondato dell’Accademia, e cinque tra dirigenti, impiegati e contabili: Carlo Petricca, Magda Stipa, Rinaldo Aristide, Pierluigi Rossi e Francesca Ruzza.
“Ho la coscienza apposto, confido pienamente nel lavoro della magistratura”, dichiara Lucci ad AbruzzoWeb.
Nei giorni scorsi sono stati ascoltati dagli investigatori, diretti dal tenente colonnello della Guardia di finanza Gianluca De Benedictis, per chiarire aspetti legati all’assenza di giustificativi di spese sostenute dall’ente, rendicontate, stando all’accusa, in maniera troppo generica.
Tra gli aspetti finiti al centro dell’inchiesta nel periodo dicembre 2007-marzo 2009 c’è anche la spesa per il pieno in occasione di un viaggio di andata e ritorno del maestro della cinematografia italiana, Ennio Morricone, e perfino l’acquisto di regali tra cui anche panettoni regalati a docenti in occasione delle festività natalizie.
L’inchiesta non è ancora chiusa e questo non fa escludere un allargamento di possibili nuovi indagati.
CHIODI A CIALENTE: ”EMERSE IRREGOLARITA’ CHE IL BRAGA NON HA”
“Le irregolarità emerse dalla gestione dell’Accademia dell’Immagine non devono essere nascoste, esistono e sono talmente gravi che fanno capire che c’è una grande differenza tra un caso dove c’è una forte irregolarità e un caso dove questa forte irregolarità non c’è”.






